musica, what I call love

That odd and fateful night

Anche qui, come nel post precedente, è necessaria una premessa: oltre a continuare a non sapere niente di musica, ho verso Lou Reed dei sentimenti che rasentano le forme di venerazione più inquietanti.

Per dire, nella mia lista di “chi vorrei essere se dovessi reincarnarmi  essendo stata talmente buona nella vita attuale da poter scegliere”, Lou Reed si trova stabile al secondo posto, subito dopo Peter Pan e prima di Jeanne Moreau in Jules e Jim.

A seguito di questa premessa, mi rendo conto di non essere affatto credibile nell’affermare che il concerto di ieri sera a Pistoia è stato grandioso, fantastico, emozionante. La prima volta che ho sentito Lou Reed dal vivo è stata al Traffic Festival del 2007, quando portava in tour l’album Berlin, a mio parere il più riuscito della sua intera discografia. Fu una serata incredibile, il gruppo era accompagnato da un coro di bambini e dietro di loro erano proiettate le immagini – se non ricordo male – del docu-musical omonimo di Julian e Lola Schnabel.

Il concerto di ieri sera è stato molto diverso, sia perché non riguardava un album specifico che per la cornice suggestiva di Piazza del Duomo, che non permettendo l’ingresso ad un numero particolarmente alto di spettatori ha creato un’atmosfera del tutto diversa.

Lou Reed ha riproposto alcuni dei suoi brani meno conosciuti ed ha riarrangiato alcuni dei più noti; in bilico tra l’ironia di pezzi come Smalltown ed il pathos degli archi di Ecstasy, a mio parere il climax è stato raggiunto con Venus in Furs: una discesa agli inferi decadente e rallentata, sullo sfondo gli archi del palazzo del Comune illuminato da luci vermiglie.

Durante la prima parte del concerto siamo rimasti tutti seduti ai nostri posti, ma quando il gruppo è rientrato ci siamo tutti spinti sotto il palco per dei bis potentissimi, con l’emozionante chiusura di Pale Blue Eyes.

Per tornare alla reincarnazione, credo di essere stata davvero molto buona in una vita precedente se nel giro di quattro anni sono riuscita a sentirlo dal vivo due volte.

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