cinema, musica, voyages

Dolly’ll never go away again!

La Costa Brava quasi vuota di turisti è un’immagine che mai avrei pensato di poter vedere, eppure.

Cadaqués piovosa e poi abbracciata dal sole,

L’Estartit uguale a come la ricordavo quattro anni fa, e la ricerca delle orme del passato ci ha portato nello stesso bar, ad ordinare lo stesso expresso con leche. L’unica differenza? L’assenza dei posacenere.

Platja d’Aro fatta di luci, negozi che promettevano consistenti sconti e ristoranti “tipici” di qualunque latitudine, a scelta. Una piccola Las Vegas europea, con annesso luna park stabile dove mangiare churros intrisi d’olio e di zucchero.

Girona per la terza volta, ricordi sbiaditi di una passeggiata che è rimasta impressa alla pagina Ultimo Anno di Superiori e pioggia battente.

Poi una chiesa che batteva i quarti d’ora, e che qualcuno mi spieghi come fanno a dormire gli abitanti di quel quartiere. Sogni agitati inframezzati da rintocchi inquietanti.

Il mio amico ritrovato, dopo un anno fatto perlopiù di liti epistolari e di brevi incontri. Più splendido che mai.

Aereo, autobus, casa, sonno. Ed una canzone che è stata, insieme alla bombola del gas difettosa, la vera protagonista di questo breve viaggio.

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