teledipendenza, voyages

Di nuovo appìsa, di nuovo telefilm sui vampiri.

L’estate per quanto mi riguarda è finita.

Il rientro a Pisa – quattro ore di intercity, con buona pace dei soliti regionali – è stato estenuante e noioso, la scoperta dei mille e più disastri che le due bestie del demonio hanno combinato in casa non è stato un buon modo di finire la settimana.

Voglio dire, oltre che abbandonare escrementi vari in giro per la cucina e vomitare nelle loro stesse ciotole, hanno ridotto a brandelli una delle mie magliette. Che avevo comprato un mese e mezzo fa. Per dieci euri.

La città e semivuota, solo matricole cariche di documenti per l’iscrizione e turisti troppo biondi che fanno troppe foto parlando a voce troppo alta.

Data la gran quantità di tempo libero, ho iniziato a guardare le prime puntate di True Blood. Per ora non mi entusiasma (sarà che non c’è un Ian Somerhalder nel cast, per fare un’ipotesi), ma la sigla è davvero bella.

A breve un commento su Psychoville, ovvero uno degli esempi volti a dimostrare la teoria secondo cui la tivù pubblica non dev’essere necessariamente una merda come da noi.

 

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