teledipendenza

Ragionamenti profondi come un bicchiere di bourbon

La ripetizione ossessiva di comportamenti fastidiosi può generare insofferenza o noia. Io mi annoio molto in fretta, anche senza comportamenti fastidiosi. Figuriamoci in loro presenza.

Come quando guardi l’ennesima puntata di Californication in cui Hank fa l’ennesimo cumulo di s*ronzate, una dopo l’altra, ognuna uguale alla precedente. E tu continui a guardarlo, ti dici che forse una volta tanto la fantasia degli sceneggiatori avrà la meglio sul costante ripetersi di casino-scopata-altro casino-Karen incazzata-alcool-casino.

E anche quando questo non accade, ti dici che in fondo il personaggio di Hank è simpatico e che, slegati dalla serie e quindi dalla loro ripetività, i suoi casini sono comunque divertenti.

Purtroppo o per fortuna, la quotidianità ed i rapporti extra-schermo sono diversi. Non che disdegnerei una giornata di alcool-casini-altro alcool-altri casini una tantum, ma in genere credo che sia meglio la quotidianità un po’ oziosa della vita “normale”.

Succede poi che alcune volte le dinamiche che regolano la suddetta vita normale tendano a produrre un senso di noia, di perdita di tempo, e che vorresti solo finire i minuti di Megavideo e prendere una mezz’ora di pausa.

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