teledipendenza

Quando il teatro va in tivù

In questo post blatererò su un prodotto audiovisivo (senza che faccio troppo la figa, un telefilm) che non conosco molto bene, avendone guardate solo alcune puntate e neanche consecutive.

Però piace molto all’uomo con cui divido la camera, il quale m’ha fatto na capa tanta su quanto questo prodotto sia di alta qualità relativamente a storyline, sceneggiatura, regia, costumi. Per quel poco che ho potuto osservare, tutto ciò è molto vero.

Sto parlando di Breaking Bad, che merita una menzione d’onore solo per il fatto che il papà di Malcolm (Bryan Cranston) ne è il protagonista. Per quanto vorrei essere in grado di dilungarmi sui numerosi aspetti positivi della serie, preferisco lasciarlo fare a chi ne ha le competenze; non avendo seguito tutte le stagioni il mio giudizio sarebbe parziale e decisamente superficiale, sebbene mi sia capitato di guardare una puntata diretta dallo stesso Cranston che era obiettivamente splendida.

Per farla breve, vorrei parlare di una scena della puntata 4×09, ovvero quella di questa settimana. Premessa: il protagonista Walter White è un docente di chimica malato di tumore che decide di produrre metanfetamine per pagarsi le cure mediche e garantire alla moglie Skyler, al figlio Walt Jr. ed alla bambina in arrivo una vita dignitosa dopo la sua dipartita. Per entrare nel giro dello spaccio si avvale dell’aiuto di Jesse, suo ex studente tossicodipendente con il quale instaura un rapporto precario ed in continua evoluzione attraverso le quattro stagioni: da ex professore diventa quasi una figura paterna, sebbene forse il “padre” a cui fare riferimento sia quello divino, vista la facilità con cui l’uomo si prende il diritto di togliere la vita per proteggere il ragazzo.

La scorsa puntata ha visto un Walt che non si fida di Jesse, non crede che egli possa aver fatto qualcosa per salvargli la vita ritenendo invece che stia facendo di tutto per fregarlo; il ragazzo si ribella ad una figura paterna che non ha alcuna fiducia in lui e la tensione accumulata lungo le ultime puntate esplode in una rissa nel salotto di Jesse, ovvero all’interno della casa in cui egli viveva con i genitori. Dunque la ribellione avviene in un luogo simbolico, in quanto proprio l’allontanamento del ragazzo da parte dei genitori ha permesso che Walt divenisse una figura così importante nella sua vita; se in precedenza Jesse aveva reagito al rifiuto dei suoi genitori comprando la casa di famiglia ed allontanandoli, ora lo scontro emotivo con Walt si sublima nella violenza fisica. La valenza emotiva della rissa è amplificata dalla sequenza precedente, in cui Jesse minaccia il boss della droga che se ucciderà Walt, dovrà uccidere anche lui. Un dettaglio di cui Walt non è a conoscenza, e che rende le sue accuse verso il ragazzo ancora più dolorose.

La scena è costruita secondo canoni evidentemente teatrali; la stanza quasi spoglia ed inquadrata frontalmente assume le sembianze di un palcoscenico, le luci illuminano intensamente alcune aree (nella prima parte del confronto, Jesse si trova esattamente al centro di una di queste zone, mentre Walt è rilegato in ombra sul lato opposto dello schermo). Se l’ambientazione sembra strizzare l’occhio al “teatro da salotto borghese” tipico del XIX secolo, il tavolino di vetro che divide i due personaggi richiama gli allestimenti di Montigny, il protoregista francese che era solito inserire un tavolo sul palcoscenico per costringere gli attori a non rimanere fermi nel proscenio, mentre durante lo scontro fisico vediamo i due personaggi dall’alto, in un’inquadratura che mostra le pareti della stanza e che sembra un omaggio agli allestimenti de Il Principe Costante di Jerzy Grotowski. Il clima di tensione che percorre le sequenze immediatamente antecedenti a quelle della rissa determinano l’emergere di una recitazione anch’essa estremamente teatrale, fatta di gesti ampi e voci concitate.

Un’altra finezza stilistica di questo episodio è lo stratagemma visivo con cui hanno ovviato alla necessità di inserire la tipica frase “X hours earlier“: nella prima inquadratura della puntata, un primissimo piano della mano di Walt mentre raccoglie gli occhiali e delle gocce di sangue sporcano i suoi mocassini chiari; l’inquadratura successiva mostra l’uomo che cammina con le scarpe perfettamente pulite. Se questa non è eleganza.

P.S. Sto disperatamente cercando un video che mostri la scena, in quanto la mia “current location” non mi permette di visionare quelli caricati sul sito dell’emittente statunitense. Appena ne troverò uno guardabile lo inserirò nel post. Sennò vabbè, sono gli ultimi cinque minuti qui: http://www.videoweed.es/file/7t45oqg23i6yd. Pace e bene.

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