cinema, teledipendenza, voyages

“non c’ho più l’età per fare certe cose…”

Nota Bene: mi accingo a scrivere questo post in uno stato psicofisico estremamente delicato, e con delicato intendo ubriaco. O meglio, intossicato da tre giorni di alcolici di varia natura ma della medesima provenienza geografica. Che manco a dirlo, il mercato europeo di Arezzo è stato esplosivo.

Orbene, mentre vestita da Jake Jyllenhall in Brokeback Mountain (le camicie a stampa tartan sono un must nel mio armadio) cerco di accumulare calore spostandomi a seconda dell’inclinazione dei raggi solari, mi trovo impegnata nella pratica del Tentare di Riprendermi, uno sport estremo che di quando in quando diviene necessario.

“Di quando in quando” significa: quando ci sono i mercati europei, questi eventi devastanti in cui se magna e se beve indegnamente e ci si ritrova la domenica sera stanchi, puzzolenti e sbronzi a dover smontare lo stand e tornare a casa. Io stanotte ho dormito lungo tutta la tratta Ar-Pi, incurante di tutto.

Il Tentare di Riprendermi prevede alcuni passaggi fondamentali, da applicare alla lettera, pena la ricaduta in stato catatonico per un numero indefinito di ore. Ecco i fondamentali:

1. Niente caffè, solo thè e tisane depurative che altrimenti le occhiaie ci mangeranno la faccia;

2. Doccia bollente di almeno 15 minuti, con ultimo risciacquo quasi freddo così ci svegliamo e, come ama dire la mia lil’sis, “le squame del capello si chiudono“;

3. Pranzo a base di spinaci conditi con olio crudo EBBASTA, che bisogna depurare e far credere a stomaco e fegato che nonostante tutto teniamo ancora a loro;

4. Svacco vergognoso su letto o divano, in compagnia di un telefilm o un film che richiedano un livello di attenzione minimo: consigliatissimi The Vampire Diaries, Buffy, Desperate Housewives o le commedie ‘mmerigane classiche come Arsenico e vecchi merletti, A qualcuno piace caldo, l’infinita saga dell’imperatrice Sissi et simili. Evitare le slapstick, che avranno il solo effetto di far aumentare esponenzialmente il mal di testa e di far tornare in mente eventuali gaffes che l’alcol aveva provveduto a far cadere nell’oblio.

5. Stare al caldo; in questo momento pur stando chiusa in camera, indosso una sciarpa di lana. Non lasciamo il nostro corpo da solo mentre cerca di disintossicarsi, non è carino. E poi è ottobre e fa freddo e i termosifoni sono ancora spenti, ecco.

6. NON BEVIAMO e NON FUMIAMO per almeno due giorni. Sempre per la storia delle occhiaie, ma anche perché non tutti siamo Hank Moody. Chiaro?

7. Ultima ed ancora più importante: giuriamo a noi stessi che non lo faremo mai più. Pensiamolo seriamente, ma evitiamo di dirlo agli amici che tanto sappiamo benissimo che venerdì sera si ricomincerà. Soprattutto, si eviti accuratamente l’espressione “non c’ho più l’età per fare certe cose”.

Ulteriori “surviving rules” sono ben accette, che qua non si finisce mai di imparare quindi coraggio: condividete con me e con il mondo i vostri barbatrucchi da doposbornia!

Un’ultima cosa: da venerdì a domenica il mercato europeo è in piazza Cavour a Livorno (qualcuno sa dov’è?), veniteci e sbronzatevi con me che sono diventata quasi brava a spillare la birra.

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One thought on ““non c’ho più l’età per fare certe cose…”

  1. Pingback: Di nuove estati e ulteriori traslochi | Macchiato con Zucchero

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