cinema, teledipendenza

Frustrazione pomeridiana, con l’aggravante dei futili motivi

Odio tutto e tutti, perché a dispetto di quanto scrissi qui, ho continuato saltuariamente a guardare quell’orrore di noia e di errori che è The Lying Game.

Saltuariamente qui sta per “pezzi di puntate random, solitamente nulla di più del previously e della fine, se e quando mi ricordo che esiste”.

Dunque in questo noioso pomeriggio di ottobre passato a farmi ‘na cultura sul ruolo della donna nelle corti cinquecentesche – e prima che qualcuno me lo chieda no, non ho cambiato corso di studi. Almeno credo. – ho pensato di svagare la mente con qualche minuto di vuoto totale, e cosa c’è di più totalmente vuoto delle espressioni facciali della nostra beneamata Alexandra Chando?

Scopro poi che la puntata che mi accingevo a guardare è l’ultima di questa stagione, quindi mi sono messa comoda e mi son detta: “questa me la guardo tutta, un ci so’ cazzi”.

Non so se esiste una divinità che ci fa resistere stoicamente alla noia, ma se così fosse credo che abbia passato mezz’ora accanto a me, tenendo ferma la mano che voleva chiudere la pagina web e finire la Keglevich che occhieggia dal ripiano alto della scrivania; non so spiegare la difficoltà nel distinguere i due personaggi della Chando, la voglia di picchiare tutti i personaggi secondari e condannarli ad un’eternità di comparsate in teen horrors per la loro inutilità e piattezza e di relegare gli sceneggiatori nello sgabuzzino di casa mia a scrivere la tesina sulle donne di corte.

Dopo questa lunga e travagliata mezz’ora, aspettavo quantomeno di scoprire il meraviglioso (se vabbè) cliffhanger che mi avrebbe lasciata col fiato sospeso fino alla prossima stagione (che sicuramente è: le due gemelle si ritrovano alla festa di compleanno, i genitori le sgamano e fanno delle facce profondamente interrogative e turbate FINE).

Invece NO! Perché non importa su quali siti cercassi sta benedetta puntata, ogni volta si interrompe al 30′!

Che sia un modo del dio-che-fa-resistere-stoicamente-alla-noia di dirmi che non è il caso, e che forse sarebbe meglio finire la Keglevich piuttosto che assistere ad un tale – presunto – smaronamento?

Qui sopra: i due personaggi interpretati dalla Chando. Sono molto frustrata dalla pigrizia dei truccatori, dei parrucchieri e dei costumisti ma soprattutto da quella degli autori: seriamente, due gemelle che non si sono MAI incontrate hanno i medesimi tagli e colori di capelli? Nessuna delle due nel 2011 ha un tatuaggio o un piercing? Persino ne Il cowboy con il velo da sposa una delle due doveva tagliarsi i capelli per somigliare all’altra!

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