cinema

NUDA V BRNĚ

Un titolo che tradotto significa “Noia a Brno”, ma se non tradotto richiama, per l’italiano che lo legge, la nudità: una casualità anche divertente, soprattutto se si considera il ruolo della nudità stessa all’interno del film.

L’ho visto ieri sera al Cinema Arsenale insieme alla mia amica/compagna di corso nell’ambito di una rassegna dedicata al cinema dell’Est Europa.

Che noi siamo studentesse di cinema, e non ci facciamo spaventare dalla lingua originale con sottotitoli.

Neanche se la lingua in questione – il ceco – ci è del tutto sconosciuta, quindi non vi è alcuna possibilità di cogliere il minimo senso. Volendo avrebbero potuto cambiare tutti i dialoghi in fase di sottotitolatura, e non ce ne saremmo minimamente accorte. Però abbiamo scoperto che la parola che identifica il thè è uguale in ceco ed in albanese.

Non si finisce mai di imparare.

Ad ogni modo, il film narra le vicissitudini di una coppia di ragazzi che cercano di passare la loro prima notte insieme, tra consigli di amiche e fratelli ed ostacoli determinati da imprevisti tecnici (l’opprimente madre della ragazza, l’imbarazzante sequenza in cui lui afferma di non gradire alcun cibo tra quelli da lei preparati) e dal naturale senso di ansia e di paura.

I personaggi che completano il quadro, persone apparentemente normali se paragonate all’essere “un po’ lenti” (per usare le parole del narratore, o meglio del sottotitolatore) dei due protagonisti, si rivelano molto più problematiche dei due giovani nell’affrontare i sentimenti ed il sesso.

Il film può vantare un impianto stilistico gradevole, con inquadrature particolarmente azzeccate; dal doppio poster di Being John Malkovich nell’opprimente appartamento della psicologa alla scena surreale sull’autobus, quando tutte le donne presenti sul mezzo mangiano un panino simile a quello utilizzato dal protagonista per imparare a mettere un preservativo.

La canzone che a tratti torna lungo la narrazione è una sorta di preannuncio di quanto accadrà lungo il film, di come una notte apparentemente banale possa essere assolutamente unica e determinante per alcune persone; è inoltre una canzone molto bella, e sto cercando di scaricarla acquistarla legalmente da un’ora buona, senza risultati.

Dispiace un po’ sapere che la rassegna in questione è stata organizzata per promuovere le lingue del centro e dell’est europeo, in un momento in cui l’insegnamento di ceco non è più disponibile nell’ateneo pisano, così come altre lingue.

In compenso, oggi ci sarà un’ulteriore sospensione della didattica dopo quella di due giorni fa, che tanto anche se mi laureerò a quarant’anni, rimarrò sempre disoccupata a vita.

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