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Un inutile pout-pourri di film, serie tv (con spoiler) e notizie assolutamente prive di nessi logici

Tra un paio d’ore salirò su un treno che dovrebbe scaricarmi nei pressi di casa nel giro di quattro ore.

Dovrebbe, perché dicembre tende ad avere strani effetti su questa entità oscura e mangiasoldi chiamata Trenitalia: se le ferrovie piemontesi si bloccano un anno si ed un altro pure per “ghiaccio sui binari”, ci dev’essere necessariamente un problema alla radice. A meno che, nell’ottica di un surriscaldamento globale più veloce, non ritengano che ormai a dicembre la neve sulle Alpi debba essere un lontano ricordo.

Tuttavia, non voglio partire con questi brutti pensieri: è una bella giornata, ho pagato il biglietto di un Intercity quanto quello di un Regionale, dunque non mi aspettano cambi e corse tra i binari nelle ridenti stazioni ferroviarie liguri.

N.B. Ho intenzione di racchiudere in questo post le peggio minchiate tutto ciò che mi passa per la testa, in quanto non ricordo la password di WordPress e temo che non riuscire a scrivere fino al mio ritorno a Pisa. So che il mondo teme l’esatto contrario, ma sorvolo.

Minchiata numero uno: a causa di un’influenza abbastanza aggressiva (che non ha aggredito me, nota portatrice di super anticorpi che la Marvel dovrebbe dedicar loro un fumetto) ho guardato le prime puntate di Fringe. Notazioni personali: la sigla è imbarazzante (soprattutto se paragonata all’elegante sobrietà della scritta silenziosa di Lost), Joshua Jackson sulla lunga distanza ha vinto su James Van Der Beek (e la battuta su come ci si aspettava che diventasse un cicciobombo è esilarante), il capo della task force supersegretissima sembra Scatman Crothers e mi aspetto che da un momento all’altro inizi a parlare di luccicanza, temo fortemente che alla fine del serial si scopra che lo scienziato Walter sia il responsabile di tutto ciò che sta accadendo ma spero di no e facciamo finta che non abbia scritto niente.

Minchiata numero due: Dexter. E qui potrei fermarmi, perché questa stagione di Dexter è stata una minchiata. L’approccio alla materia religiosa avrebbe potuto essere interessante, se solo non avesse trasformato il dark passenger in una sorta di guardia padana che fa le ronde nel quartiere; proseguendo, al di là degli affascinanti tableau vivent e relativi dipinti, Travis è un personaggio che a tratti ricorda Forrest Gump (ditemi che non ci avete pensato, vedendolo con pantaloni e berretto bianco e camicia celeste), e nessuno potrebbe mai prendere sul serio un cattivo del genere; infine, ATTENZIONE SPOILER il salvataggio di Harrison mi ha ricordato certi pessimi telefilm anni Ottanta (robaccia alla MacGyver o Supercar), e l’agnizione di Debra avrebbe avuto molto, ma molto più senso alla fine della scorsa stagione. L’amore per Dexter è un pretesto buttato lì ad uso e consumo di questa scoperta. Avrei preferito assistere alla morte del nostro (anti)eroe ed alla conseguente trasformazione di Dexter in Debra, con tanto di sigla adeguata con le abitudini mattutine della fanciulla. Concludo con il consiglio alla produzione di sfamare l’attore che interpreta Quinn, o in alternativa di provvedere ad un cambio di guardaroba: sono due stagioni che sembra Cucciolo de I Sette Nani.

Minchiata numero tre: Midnight in Paris, guardato ieri sera in lingua originale (sì lo so che i film vanno guardati al cinema e bla bla bla, però dopo averlo visto non doppiato ed aver guardato il trailer italiano mi sono convinta di aver fatto la scelta giusta. E anche Woody Allen ne sarebbe convinto). Il “tocco” di Allen è innegabile, la macchina da presa svela Parigi seguendo lo stesso schema con cui ci aveva svelato New York: sorvolo sulle modalità con cui ci aveva proposto Barcellona e Londra, in quanto la prima somigliava ad una cartolina acquistata in piazza Catalunya, e la seconda veniva svelata seguendo le peculiarità del film in questione (il mio amatissimo Match Point), un lavoro molto differente dalle commedie cui il regista ci aveva abituati. Tornando a Midnight in Paris, è un film di piacevole visione che, fortunatamente, riesce a reggersi sulla trama principale e sulla bravura di Owen Wilson, senza puntare eccessivamente sul corollario di divertenti artisti degli anni Venti che li accompagnano (è tuttavia doveroso menzionare la meravigliosità – sì, lo so che non è una parola – del Salvador dalì di Adrian Brody); al contrario di quanto di solito avviene con le commedie, ho molto apprezzato il finale. Inoltre, sebbene il personaggio di Gil (Owen Wilson) richiami esplicitamente i personaggi “alleniani” classici (a questo proposito, andate a leggere chi ne sa più e meglio di me: il capitolo su Io e Annie in Giaime Alonge, Uno stormo di stinger) persino nei gesti e nel modo di camminare, trasmette allo spettatore una leggerezza trasognata del tutto estranea ai nevrotici personaggi interpretati dallo stesso Allen. Nota di merito anche per Rachel McAdams, mai così insopportabile dai tempi di Mean Girls.

Detto questo passo e chiudo, altrimenti perderò il treno e non sarà servita a granché la fatica di preparare la valigia; so che non mi crederà nessuno, ma ci sono più libri che vestiti. Il peso della cultura, insomma.

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4 thoughts on “Un inutile pout-pourri di film, serie tv (con spoiler) e notizie assolutamente prive di nessi logici

  1. Joshua Jacson è un cicciobbombo nell’anima. Potrà anche diventare 20 kg ma rimarrà un cicciobbombo. (quanto mi piace la parola cicciobbombo).
    Ecco chi mi ricordava Broyles! È lui! La casa di Shining non è altro che un evento dello schema! Lossssapevo.
    (Tu pensa, fra qualche puntata arriverà anche il capitano Spock ._.)
    Dexter… aaah questa serie vale solo per l’attesa confessione. Ha lasciato un po’ delusa anche me (c’è da dire che rimane comunque una buona serie, forse siamo stati abituati troppo bene).
    Buon rientro, sempre che l’entità te lo permetta ._.

    • No, scusa… Spock?! Seriamente? Questa serie mi perplime sempre più.
      Su Dexter sono d’accordo, ha iniziato col botto (la prima stagione palpita nel mio cuore) ed ora ogni errore sembra una catastrofe, la grande fortuna di quella serie è un attore protagonista che da solo regge tutta la struttura, e che dovrebbe prendere a ceffoni gli sceneggiatori ogni tanto 😉
      Cicciobombo forever!

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