amori, Torino

Vecchi post trasferiti da Splinder #1: Growing Up In Public

Antefatto: Splinder sta per chiudere i battenti ed io non so trasferire i post in modo appropriato, dove con appropriato intendo non manuale.

Fatto: un po’ alla volta, farò Ctrl+V dei post scritti su tale piattaforma traditrice (quantomeno, di quelli che narrano eventi che vorrei ricordare, o cazzate gigantesche di cui vorrei vergognarmi ancora un po’).

Pronti, via.

Growing Up In Public

Tranquillo mondo, non mi sto per lanciare in una potenzialmente orrida recensione di un album di Lou Reed o di un episodio di Trainspotting, nonostante il mio viscerale amore per entrambi. Tuttapposto!Semplicemente mi sono improvvisamente resa conto di essere diventata una donnina, o quanto meno di averne le sembianze.
Che nascosta dalla frangia ci sia una sottospecie di bambina di prima elementare non fa testo.

Insomma, credo che nella vita di ogni femminuccia arrivi il giorno in cui ci si sente appunto per la prima volta cresciute. Delle donnine appunto.
Per la sottoscritta il giorno in questione è l’odierno 26 settembre, Anno Domini 2010 (mi sa che dovrò tatuarmi questa data).
Antefatto: dopo aver accompagnato VicinaRossa alias Martina alias la donna che più amo al mondo a mostrare le sue grazie sulla pubblica via – anche in questo caso rassicuro il lettore, tuttapposto, è una danzatrice del ventre di una bravura inverosimile – io e la suddetta shakeratrice di anche ci siamo recate in uno dei locali più tremendamente chic del nostro quartiere per l’aperitivo.
Ora, trovare un locale tremendamente chic da queste parti non è esattamente facilissimo, abito in una zona dal nome truzzissimo, ed a parte un bar pasticceria che sostiene di rifornire di zeppole i calciatori della Juve non è che ci sia un granché.
Ma noi che siamo donne paura non abbiamo, così dall’alto di sandali tacco 12 (lei, che è danzatrice e ci sa camminare) e di stivali tacco 7 (io, che sono imbranata e ho paura delle storte) ci siamo avventurate tra le vie del nostro tamarrissimo quartiere. Trovato il luogo X, abbiamo sborsato la bellezza di 18 euri (ripeto: diciotto euri) per un bicchiere di Martini ed uno di prosecco (marò che classe!) ed abbiamo passato un’ora abbondante a (s)parlare. Finché uno dei camerieri ggiovani non si è avvicinato per informarci che due tizi che se n’erano appena andati ci avevano offerto “un altro giro”. A parte l’assurdità chiccosissima di offrire da bere e poi andarsene, senza neanche provarci un po’ o farsi riconoscere per ricevere almeno un grazie, devo ammettere che mi sono sentita, appunto, una donnina per la prima volta.
Anzi, mi sono un po’ sentita in una puntata di Sex and the City, se escludiamo che mentre il cameriere ci comunicava la novità io sproloquiavo al telefono con Mr.M e Martina ravanava nel bicchiere del Martini con una forchettina per togliere una briciola.
In conclusione, alle 19:15 ci siamo alzate evidentemente alticce e ce ne siamo andate zompettando felici sui nostri tacchi sentendoci delle cere femmes fatale.
Se qualcuna vuole accasarsi con un uomo che possa permettersi di offrire 18 euri di aperitivo a delle sconosciute ed ha bisogno di un luogo di caccia, si faccia viva. Fornirò l’ubicazione precisa del locale.

CIMG5153

Annunci
Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...