cinema, teledipendenza, what I call love

Età percepita: tredici anni

All’età di tredici anni, trangugiavo la cena per poter uscire prima possibile con gli amici.

Tredici anni dopo, non vedo l’ora di far cena perché mi aspetta l’ultima puntata di This is England ’88.

Le persone crescono e le priorità cambiano? Non proprio.

Diciamo che l’età avanza, il resto rimane quasi invariato.

Che potrei parlare per ore della poetica di Meadows, della ricerca del bello nel “non bello”, della sfida (vinta a mani basse) di adattare un prodotto nato per il grande schermo alla televisione e di tutte quelle altre cose che mi rendono una persona un po’ pedante e noiosa,

ma la realtà è che Serialmente mi ha spoilerato l’ultimo episodio (la peste a tutte e due le vostre famiglie) e, sebbene fosse prevedibile ma non troppo, non vedo l’ora di avere davanti agli occhi questo momento.

Sì, il mio tenero cuoricino ha ancora tredici anni.

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