Art for Art's Sake, cinema, Considerazioni sparse

Post potenzialmente blasfemo: l’approccio religioso alle arti

La religione può essere indubbiamente una chiave di lettura di alcuni (molti) film, sia che essi si approprino di elementi religiosi narratologicamente che visivamente: diverse produzioni non incentrate su tale argomento presentano richiami più o meno riconoscibili ai simboli cari a determinati culti.

Ho ritenuto doveroso fare questa premessa per pararmi il culo poter scrivere la seguente frase: religione e religiosità sono due elementi che, nella personalissima e contestabile visione del mondo della sottoscritta, si collocano in bilico tra la cultura pop e la noia più assoluta.

Prima di essere spedita all’inferno a calci nel culo, forse è meglio specificare la blasfemia appena scritta: non sono credente, tuttavia conosco abbastanza la religione cattolica in virtù dei molti anni passati a studiare la storia dell’arte, e dell’infanzia passata in un paese di campagna-barra-montagna in cui l’unico luogo di aggregazione era l’oratorio (che io frequentavo nonostante fossi non battezzata e figlia di una coppia non sposata composta peraltro da un divorziato. Una combo infernale, appunto); se a tali premesse di tutto rispetto aggiungo una particolare predilizione per la religiosità kitsch dell’America centrale – predilizione visiva, non di contenuti – tutto diviene più chiaro.

Tuttavia (e qui il tuttavia ci sta dibbrutto), diffido sempre delle interpretazioni troppo assolute quando si tratta di arte: se la visione di filmacci sulla vita di santi sconosciuti non può che portare ad analisi esclusivamente legate alla dottrina religiosa, la ricerca ossessiva di segni che indichino riferimenti di quel genere è, a mio avviso, sintomo di chiusura mentale e preludio alla noia mortale di chi si trova a leggere tali follie.

Non ce l’ho con chi decide di approfondire la tematica religiosa ammettendo che essa è solo una delle possibili chiavi di lettura, o chi decide di affrontare il lavoro di un determinato autore in virtù delle sue credenze; ho da poco letto un articolo abbastanza interessante relativo al rapporto di Walt Disney con il Cristianesimo che mi è parso obiettivo, intelligente e non privo di spunti notevoli; dall’altra parte, esso tende a “dimenticare” altri aspetti della vita di Disney che avrebbero potuto svelarne le contraddizioni pur senza abbandonare l’ambito di interesse del pezzo.

Ce l’ho invece chi grida al miracolo di fronte a bestialità come il cortometraggio che si propone di convertire il mondo all’antiabortismo proponendo un ridicolo ed assurdo parallelo tra la “l’olocausto che negli anni Quaranta era legale in Germania, e l’aborto che è oggi legale negli States”.

Sì, avete letto bene. Una tesi da manicomio criminale, ma questa è solo la mia personalissima opinione.

E ce l’ho anche con chi si scaglia contro film o altri prodotti culturali quando questi inseriscono tematiche o richiami religiosi in contesti ironici, comici o dissacranti; pur tentando di comprendere le difficoltà di accettare che una credenza così profonda non venga trattata con rispetto, mi chiedo se costoro si rendano conto che la religione – ed in particolare il Cattolicesimo – è pop, e non certo per colpa di eventuali artisti miscredenti: per avvalorare tale tesi vi invito alla visione delle seguenti immagini, simbolo di come per i credenti stessi (non voglio generalizzare, mi correggo: per molti credenti) la religione sia anche spettacolo, kitsch, collezionismo:

E quindi che si incazzassero di meno, ecco.

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3 thoughts on “Post potenzialmente blasfemo: l’approccio religioso alle arti

  1. Questo articolo è semplicemente fantastico! Una volta sotto il tunnel di Santa Maria Novella a Firenze vidi un’immagine di Gesù con dietro una spirale luminescente… e tantissimi altri articoli confermano la tua tesi…
    Non si rendono conto di quanto possono essere kitsch, pop quando va bene: ti consiglio di vedere immagini/video della celebrazione dei “misteri di campobasso” e capirai molti altri aspetti della religiosità pop…

    • “I misteri di Campobasso” mi intriga già dal titolo, non appena finirò gli esami invernali cercherò di saperne di più… questo poi è un periodo in cui la religione viene letteralmente a bussare alla mia porta, un paio di giorni fa un paio di mormoni sono venuti a propormi la lieta novella ma purtroppo non ho approfittato dell’occasione per indagare gli aspetti pop di una religione di cui so molto poco!

  2. Cacchio che occasione… Sapevo che i mormoni facevano proselitismo di brutto ma che bussassero alle porte… Comunque non puoi minimamente immaginare cosa fanno a dei ragazzini in quella cerimonia: sono rimasta schockata, non ci credevo che li lasciavano appessi lassù a ballonzolare per tutte quelle ore… e calcola che per loro è un onore…
    Ci si becca al prox post “blasfemo”!!

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