cinema, Considerazioni sparse, musica

The product of a broken home

Credo capiti a tutti. Ad alcuni più spesso, ad altri più raramente.

Quando succede a me, di solito il muscolo cardiaco perde un battito e le orecchie tentano di staccarsi dalla testa e di fuggire.

Gli esempi più traumatici sono stati American Beauty e Correndo con le forbici in mano, seguiti da altri meno scioccanti, ma ugualmente bizzarri*.

Mi sto ovviamente riferendo (i due film citati l’avranno già fatto intuire ad alcuni) a quei terribili momenti in cui un personaggio, una situazione o anche solo una battuta ti colpiscono in faccia come uno schiaffo e ti fanno pensare

Cazzo, proprio come a casa mia” (la parolaccia è d’obbligo, se non c’è lo shock non è reale)

Purtroppo, spesso tale spontanea considerazione non si accompagna ad un sentimento consolatorio tipo “allora non capita solo a me”, quanto ad un raggelante “siamo davvero così psicopatici?”

Nella maggior parte dei casi, la risposta è sì.

Non importa se si tratta del papà che si ammazza di canne, ci prova con le amichette di tua sorella o col padre della tua ragazza, se è la mamma a scrivere poesie illeggibili e ad inviarle a qualsiasi rivista specializzata o se tua sorella si nasconde a riposare nel masturbatorium di vostro padre che rientra comunque in questa lista in quanto proprietario di una stanza adibita a tale attività, se la tua matrigna mangia crocchette per gatti o se tua sorella vuole fuggire con uno spacciatore**. C’è poco da fare, qualunque sia l’espressione della follia che pervade il tuo parentado, essa è molto peggio di quanto tu possa pensare vivendola a distanza ravvicinata.

Ho ripensato a tale terribile sensazione a seguito di una breve visita della sorellina che alcuni post fa chiamai “bertuccia”, soprannome sostituito negli anni da “A beautiful mind” (a causa della natura dei suoi studi, non di una schizofrenia grave); la piccola scimmietta alcuni anni fa guardava in modo quasi compulsivo American Beauty, tanto da far preoccupare uno dei nostri genitori che non ne comprendeva il motivo. Và a spiegare che alcune sequenze avrebbero potuto essere dei filmini di famiglia.

*Tipo Il Padrino, ma non ho alcuna intenzione di specificare quale delle tre parti, né quale sequenza, tantomeno il personaggio. Però posso affermare che non è la sequenza della testa di cavallo. Giuro.

**Naturalmente, ho evitato di inserire in questo elenco gli spunti che mi fanno pensare alla mia famiglia. Anche se un cognato che vende erba potrebbe essere occasionalmente utile.

(Chiudo con la canzone che per lunghi anni ho vissuto come una sorta di biografia, come esempio di quando il “come a casa mia” assume davvero le sfumature consolatorie del “allora non succede solo a me”, e mi scuso per la pesantezza dell’articolo)

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2 thoughts on “The product of a broken home

  1. A me succedeva con Parenti serpenti di Monicelli, soprattutto la prima parte mi faceva sentire a casa perché negli altri film non facevano mica così. Quindi immaginerai che anche io sto messa bene a parenti 😀

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