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Ve lo dico io come divertirvi davvero di venerdì sera

Allora giovincelli, dove siete in questa mite serata primaverile?

Siete in giro per locali, a passeggiare lungo i fiumi, a bere vini da otto euri al bicchiere nei dehors di qualche bistrot intimo e scicchettoso?

Pivelli. Ve lo dico io come ci si diverte il venerdì sera (se mi riesce di scrivere venerdì e non vederdì).

Ecco un’utile guida che ho preparato per l’occasione, così da svelarvi i segreti della serata perfetta. Che il venerdì deve essere perfetto, no? Bisogna scaricare lo stress e dare il via al fine settimana nel modo giusto, ché se il venerdì sera va male, sabato e domenica saranno un po’ tristi.

Primo: pianificare un esame universitario (o una scadenza lavorativa, fate voi) di importanza notevole per la settimana seguente, meglio se per il lunedì.

Secondo: decidere di preparare un altro esame universitario, possibilmente in una giornata, una e mezza al massimo.

Terzo: invitare alcuni amici per festeggiare insieme il Capodanno Pisano.

Quarto: decidere di passare le ore diurne del venerdì stesso a studiare per l’esame della settimana successiva, costi quel che costi.

Quinto: farsi assalire da una forma estremamente forte e fastidiosa di cistite mentre si è in biblioteca a studiare, così da farsi ridere dietro da un gruppo di ochette che pensano tu sia svenuta in bagno (no bimbe, stavo tentando di non bestemmiare tutto il Pantheon mentre mingevo con intervalli di due-tre secondi. Scusate. Bitches).

Sesto: sdraiarsi a letto, salutare quegli sfigati che passano il venerdì sera in giro per i locali del centro, fingere di studiare Il viaggio italiano di Margherita d’Austria ed invece guardare la 3×17 di The Vampire Diaries. Che quando si sta male, si ha il sacrosanto diritto di intupparsi il cervello di minchiate.

Occasionali corse in bagno condite da colorite bestemmie coroneranno la serata perfetta. Con un colpo di fortuna, un’amica caricherà su Facebook alcune vostre foto scattate dieci anni prima, quando i vostri capelli erano neri, il rossetto color sangue ed il dolcevita corvino era coronato da una collana di borchie. Ottimo tempismo,Zic.

No dài, non mi ringraziate, è stato un piacere.

Sì Marghe, sono subito da te.

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