cinema, Considerazioni sparse

Un martedì all’ora di pranzo, davanti al dipartimento di Storia delle Arti

Edit: ho modificato l’ultima battuta del dialogo, sostituendola con quella effettivamente pronunciata da E. quel martedì, a quell’ora ed in quel luogo perché come mi insegnò il relatore della tesi triennale, “la correttezza filologica prima di tutto”.

E. : Come stai?

A. : Lasciami perdere, non so più niente, chi è chi, chi ha fatto cosa… niente.

E. : Sai almeno quanti anni hai?

A. : L’età vera o quella dichiarata?

E. : C’è differenza?

A. : Quella dichiarata è ventidue. Ma tanto non ci crede nessuno.

E. : Attenta, rischi che ci credano tutti.

Ecco, ero stanca, nervosa, sudata (quanti minchia di gradi c’erano oggi a Pisa?!) e stavo per sostenere l’Esame con la E maiuscola, ma questa piccola, amichevole galanteria m’ha fatta sentir meglio.

Mi sa che oltre ad ingraziarmi il fato promettendo bevute alle amiche “se l’esame va bene”, dovrei cominciare anche a prometterne agli amici che supportano i miei piccoli svarioni anagrafici. Però alla lunga finirei per somigliare ad Anne Bancroft in Paradiso Perduto – uno dei miei personaggi preferiti, ed il verde mi dona molto, ma anche no.

(E., se vuoi da bere te lo offro lo stesso, galanteria per galanteria)

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3 thoughts on “Un martedì all’ora di pranzo, davanti al dipartimento di Storia delle Arti

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