Citazioni a casaccio, Libri, voyages

Problemi letterario-emotivi, viaggi in treno e decisioni sagge

Per un po’ forse continuerò ad urlare il tuo nome a me stesso, nel cuore. Ma alla fine la ferita si cicatrizzerà. (David Grossman, Che tu sia per me il coltello)

A meno di due ore dall’inizio di un viaggio che toccherà le terre genovesi, quelle sabaude e forse proseguirà a Foligno (ho scoperto dov’è quando mi hanno proposto di andarci e l’ho googleata, che vergogna), mi apprestavo a mettere in borsa il libro che avrebbe dovuto tenermi compagnia durante il soggiorno sui mezzi Trenitalia. Il romanzo che sto leggendo è Che tu sia per me il coltello di David Grossman, anche se usare quel tempo verbale presupporrebbe una lettura continuativa che non sto facendo: infatti, le pagine sono talmente dense (mi si perdoni la povertà lessicale, non mi veniva di meglio) da impedirmi fisicamente di leggerne più di una decina per volta, e da causarmi una spossatezza che nessun libro mi aveva mai causato (forse solo alcuni film, come Requiem For a Dream).

In breve, sto trascinando la lettura da due-tre mesi. Il problema che mi si è posto quando è arrivato il momento di riporlo in borsa alcuni minuti fa è un altro: avvicinandomi al finale, sono stata colta da una sorta di terrore. Non voglio finirlo, non voglio sapere cosa succede ai due protagonisti, non voglio piangere due volte in sei mesi per un libro dello stesso autore, non voglio che finisca. In linea generale, tendo a prediligere le narrazioni che finiscono con la morte dei personaggi principali (così evito elucubrazioni su quanto triste e desolata potrebbe essere la loro vita oltre la parola fine), ma in questo caso sono pressoché paralizzata di fronte ad un’evenienza del genere.

Di fronte a queste considerazioni e dopo accurate riflessioni, ho lasciato il volumetto sulla scrivania ed ho riposto in borsa un saggio storico di De Luna: già i treni non sono luoghi particolarmente accoglienti (grazie Trenitalia, è sempre un piacere impoverirmi per viaggiare con forme di vita aliene nascoste nei sedili), credo sia saggio evitare crolli emotivi sul regionale Genova-Torino.

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One thought on “Problemi letterario-emotivi, viaggi in treno e decisioni sagge

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