Considerazioni sparse

Giorni lunghi fra ieri e domani, giorni strani

La paghi tutta, e a prezzi d’inflazione, quella che chiaman la maturità (F.Guccini)

Visto che ieri sono stata presa in giro per il quaderno su cui scrivo gli appunti per la tesi, considerato troppo simile ad un diario segreto (non è vero), ho realizzato che non ha granché senso scrivere la tesi su carta e una qualche specie di diario su internet.

Solo un’altra contraddizione, che sarà mai.

Mi sono ammalata durante una cena fiorentina all’aperto (in un casolare che mi sembrava di essere sul set di Io ballo da sola), ma per fortuna sono circondata da persone premurose che mi hanno:

– preparato un infuso di alloro e miele contro la tosse

– offerto decine di thé caldi

– portato un sacchetto di mele per reintegrare le vitamine

Stamattina sembro un po’ meno moribonda, quindi ho deciso di finire un lavoro per un collega di università che avrebbe dovuto essere rapido ed indolore, ed invece – naturalmente – non lo è stato.

Poi magari dovrei anche studiare, invece di intristirmi ascoltando una delle poche canzoni che hanno il magico potere di farmi aprire i condotti lacrimali.

Starò diventando vecchia grande, o magari è – come nello scorso post – l’avvicinarsi della fine dell’università.

Abbattetemi.

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