Considerazioni sparse, musica, Torino, voyages

Giugno

La scorsa settimana ho iniziato a scrivere un post sulle vergogne adolescenziali, giusto per non farmi mancare nulla, ma la festa della birra di Parma ha fatto sì che restasse a metà, in attesa di una conclusione.

Data la scarsità di idee del periodo, credo che lo riciclerò presto.

Parma, dicevo.

Una delle fiere più inutili, con tanto di chiusura forzata immediatamente dopo la fine della partita di domenica sera (partita che mi interessava talmente tanto da occupare le due ore di durata a dormire, disegnare uno stormo di rondini sul mio braccio, bere birra, varie ed eventuali).

Attacchi d’arte dietro al bancone

Il risveglio domenicale è stato davvero notevole, in quanto ognuno degli occupanti della stanza d’albergo aveva escogitato un metodo personalizzato per isolarsi dal mondo esterno:

P. ha dormito indossando i miei occhiali da sole;

F. con una maglietta sul viso;

Io ascoltando la musica in cuffia.

Vederci dall’esterno prima del risveglio sarebbe stato esilarante.

Il tutto a conclusione di una settimana particolarmente devastante, fatta di nottate in aula studio, poco sonno ed un esame saltato perché mi sono presentata in facoltà il giorno dopo l’appello.

Dopo una brevissima sosta torinese, effettuata per far visita al mio Iccri nel giorno del suo compleanno – abbiamo parlato ininterrottamente per due ore, fino al mio trasferimento in Toscana ci incontravamo quasi ogni mattina al bar ed ora è necessario condensare tutte le cazzate in pochissimo tempo, il ritorno in terra pisana è stato lungo e debilitante.

Soprattutto il Negroni “sbagliato” a stomaco vuoto.

Il tram numero 13, mezzo di trasporto prediletto nel corso dei lunghi anni passati all’Università di Torino

Per fortuna, G. ha fatto onore alle sue origini sicule e mi ha prontamente sfamata con pasta ed insalata di polpo alle 2 del mattino.

Quando si dice l’amicizia.

E sì, lo so che sto riempiendo i post di foto per ovviare ad un’evidente scarsità di contenuti, ma per ora va così.

Troppi pensieri pochi hanno una logica. Dormendo andranno al loro posto. Spero.

Intanto sistemo la camera, continuando a rammaricarmi di non aver rubato il vasetto di fiori di campo dalla cucina di mia madre. Di sicuro sarebbe stato interessante trasportarlo in treno.

 

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