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Amiche, Capitani, Lingue Sconosciute, Giovani Ariani e Viaggi in Furgone (o anche, “Agosto”)

C’è che andare in vacanza con la propria migliore amica per la prima volta apre nuovi mondi.

Quando ti svegli in un appartamento nizzardo indossando la parte inferiore del bikini, una canotta a righe ed una camicia di jeans, scopri che tu ed il vino francese potreste iniziare a conoscervi meglio nonostante il gap linguistico (stupisco qualcuno se affermo che l’unica parola in francese da me pronunciata in cinque giorni è stata merci, rivolta al venditore di mandorle caramellate sulla spiaggia?).

Quando il primo acquisto della vacanza è una confezione da 12 di birra chiara, improvvisamente comprendi il significato di affinità elettive. Che ci sarà un motivo se l’amicizia con la sinuosa fanciulla con cui viaggi dura da circa vent’anni.

Quando due baldi giovini che hanno artisticamente decorato la propria epidermide con simpatici simboli di apprezzamento verso il Terzo Reich fissano te e la tua amica insistentemente, e tu pensi che stiano per uccidervi brutalmente a causa del tatuaggio in ebraico che ti decora il polso, magari lei ti tranquillizzerà facendoti notare che forse vogliono solo provarci.

Poi grazie al cielo non hanno fatto nessuna delle due cose, per la cronaca.

E così, ad agosto quasi terminato, quando già mi preparavo allegra al rientro pisano, mi aspetta un improvviso viaggio (di lavoro, come ha tenuto a specificare colui che chiamo Capitano Giacomo Uncino) verso la Mitteleuropa.

Se mi doveste incontrare prossimamente e vi venisse il dubbio che io mi trovi in stato interessante, tranquilli: sarà tutta birra.

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