Citazioni a casaccio, Considerazioni sparse, musica

Galateo dell’incontro inaspettato e potenzialmente sgradito

Un paio di settimane fa, grazie ad un’immagine trovata su Facebook e al brano che accidentalmente stavo ascoltando nel medesimo istante, la mia testolina ha elaborato un’analisi comparata che ha determinato una riflessione sulla gestione delle situazioni emotivamente pericolose da parte del genere femminile.

Tradotto, ho cazzeggiato venti minuti confrontando le due canzoni e sono pronta a ripetere l’esperienza proprio ora, perché non avevo sprecato abbastanza tempo la prima volta.

Tradotto, sono due mesi che non scrivo una riga di tesi ma in compenso non ho alcuna difficoltà a condividere con amici e sconosciuti cagate come questa.

Dunque, l’argomento riguarda le differenti reazioni di una donna mollata nel momento in cui costei incontra colui che solitamente le amiche hanno rinominato il bastardo in compagnia della nuova fidanzata/ragazza/trombamica/cugina/nonna (solitamente rinominata – a mio parere erroneamente – la troia, la cessa quella sfigata).

Nel caso citato dalla e-card facebookiana, la donna abbandonata affronta il responsabile del proprio cuore spezzato con dolcezza, nostalgia, lacrime di emozione per i ricordi che riaffiorano, auguri e figli maschi:

Never mind, I’ll find someone like you

I wish nothing but the best for you, too

Don’t forget me, I begged, I remember you said

Sometimes it lasts in love, but sometimes it hurts instead

Mentre nel secondo caso (il mio preferito), la fanciulla addolorata si trasforma in bestia assetata di sangue e prende per i cosiddetti la situazione (a volte, non solo quella):

‘Cause the love that you gave that we made

Wasn’t able to make it enough for you

To be open wide, no

And every time you speak her name

Does she know how you told me

You’d hold me until you died 

‘Til you died, but you’re still alive 

Anche l’insegnamento tratto da tale sfortunato incontro differisce in base ai casi: se per la melanconica Adele

Nothing compares, no worries or cares

Regrets and mistakes, they’re memories made

Who would have known how bittersweet this would taste?

l’incazzatissima Alanis tiene a lasciare un saluto leggermente diverso:

I’m not gonna fade

As soon as you close your eyes, and you know it

And every time I scratch my nails

Down someone else’s back I hope you feel it

Well, can you feel it?

Come anticipato, tengo a prediligere le reazioni raccontate dalla cantautrice canadese, anche solo per l’effetto drammatico; tengo a precisare che non essendomi mai trovata in tale situazione, per quanto ora faccia la figa è probabile che mi trasformerei nella smidollata e piagnucolante inglesina. Però rivolgo un accorato appello alle fanciulle: se vi trovaste in tale situazione, fanculo l’eleganza e la freddezza, e fanculo pure gli struggimenti adeliani: schiacciate quel verme.

Se non per voi stesse, fatelo almeno per le amiche a cui lo racconterete. Diverrete leggenda.

 

Post Scriptum: salvo casi particolari, evitate di prendervela con la nuova fidanzata. Non è colpa sua se eravate innamorate di uno stronzo. E per le nuove fidanzate: non odiate le ex, soprattutto se sono state lasciate e se non stanno cercando in alcun modo di riprendersi il maschietto.

 

 

 

 

 

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