cinema, Torino

Monday Movies post-festività

Con le vacanze natalizie finalmente terminate, il rientro To-Pi incredibilmente (!) in ritardo e l’eterna indecisione se fare o meno la domanda di laurea, ho guardato pochi film, preferendo riguardare parte della mia amata collezione di dvd che per ovvi motivi è rimasta tra le mura domestiche di quella parte della mia famiglia d’origine che a giorni alterni tollera la mia presenza.

Senza voler riproporre il post risalente al Natale 2011 relativo ai film che amo guardare durante le feste invernali, mi limiterò a compilare una retrospettiva parziale di quelli che ho scelto in modo assolutamente casuale nel corso del mese passato.

Evita (Parker 1996)

Il mio sempreverde per qualsiasi occasione. Visto la prima volta alla tenera età di dodici anni nel corso di una lezione di storia la cui docente era nota ai più per l’assoluta mancanza di attitudine all’insegnamento ed a qualsiasi altra attività che non fosse andare in palestra, blaterare di mestruazioni, sopperire alla necessità di preparare le lezioni di geografia sull’America Latina mostrandoci le foto della sua vacanza in Brasile e farsi rubare la borsa al McDonald’s, la quale sosteneva che la visione di tale capolavoro ci avrebbe aiutati a comprendere oscuri e nebulosi risvolti della storia sociale del Sud America. D’altronde, era il medesimo genio che ci fece guardare Forrest Gump durante le sue ore di lezione. Tre volte in un anno. Ad ogni modo, nel mio immaginario cinematografico trash ben poco supera la sfacciataggine con cui una Madonna quarantenne interpreta una Eva di quindici anni, caccia Andrea Corr dal letto di uno splendido e vagamente mummificato Juan Peron (Jonathan Pryce) e sfancula l’élite inglese aizzando i cosiddetti descamisados. Per non parlare del buon Banderas versione pre-discorsi con gli animali per la Mulino Bianco, vestito da proletario argentino e dotato di quell’accento così figo da rendere sexy anche il noiosissimo brano-cerniera The Lady’s Got Potential.

 

Una serie di sfortunati eventi (Silberling 2004)

Penso che potrei rivedere questo film una volta al giorno senza trovarlo mai noioso, così come potrei rileggere la saga letteraria da cui è tratto ininterrottamente fino alla fine dei miei giorni. Ovviamente gli amanti dei romanzi di Lemony Snicket storceranno il naso di fronte alle incongruenze tipiche di ogni adattamento (l’ho fatto anche io), salvo poi soccombere di fronte ai tre bravissimi giovani protagonisti, dei comprimari (Meryl Streep è una zia Josephine incredibile e divertentissima) e soprattutto ad un Jim Carrey straordinario. Per non parlare delle ambientazioni, dei costumi e di tutto l’apparato scenografico che concretizza quanto immaginato leggendo i libri.

 

Apocalypse Now (Coppola 1979)

Ho costretto Madre e Sorellina a guardare questo capolavoro; loro avrebbero probabilmente preferito cavarsi gli occhi con un chiodo arrugginito data la leggerezza dell’argomento, infatti Madre si è rifugiata nelle sue stanze mentre Sorellina è stata costretta a sorbirselo quasi per intero, dato che si stava occupando dei miei capelli. Porella. Non credo sia necessario riassumerne la trama o compilare una noiosa lista di tutti gli aspetti innovativi sul piano visivo, narrativo ecc, così come non credo necessario puntualizzare che i due membri della mia famiglia precedentemente citati hanno accolto con un sospiro di sollievo il mio prematuro ritorno sulle sponde dell’Arno.

 

 

 

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