Considerazioni sparse

Sul diritto allo studio e chi cerca di distruggerlo, riuscendoci assai bene.

Leggo la notizia dell’illuminato intervento del governo Monti in materia di diritto allo studio e come prima cosa mi torna in mente il verso di una canzone che si riferisce proprio alla questione dei giovani appartenenti alle fasce sociali meno abbienti che commettono l’errore di tentare di elevare il proprio livello di istruzione attraverso gli studi universitari.

Premetto che in quanto beneficiaria del diritto allo studio mi ritrovo ovviamente in contrasto con quanto deciso da questa buffonata che risponde al titolo di Governo; vorrei però che si pensasse a quelle famiglie che hanno deciso di sostenere i propri figli mentre completano gli studi auspicando in un avvenire professionale non solo migliore ma anche semplicemente consono ad aspirazioni ed attitudini personali, che hanno rinunciato ad avere un reddito in più sicure che il tanto bistrattato “pezzo di carta” avrebbe dato alla loro prole la possibilità di vivere secondo standard più o meno maggiori rispetto al nucleo di origine e che a quanto pare, d’ora in poi dovranno accontentarsi di speranze più a buon mercato.

La questione del tetto di anzianità è poi tutta da ridere, soprattutto se si considera che al di fuori del nostro povero, moribondo Paese accade spesso che si decida di intraprendere la carriera universitaria ben oltre l’anno di maturità, per specializzarsi o semplicemente perché precedentemente non si era avuta la possibilità di farlo; inoltre, gran parte degli aventi diritto ai benefici (borse di studio, alloggi, servizio ristorazione) svolgono comunque lavoretti (quasi sempre in nero e privi di qualunque garanzia previdenziale), soprattutto – ma non solo – quelli che hanno sventuratamente deciso di frequentare atenei lontani dalla propria città di origine.

Non nego che il sistema italiano faccia acqua da più parti, che sovente nonostante i controlli ci siano individui che potrebbero permettersi di pagare le tasse universitarie, la mensa ed un affitto che decidono di truffare lo Stato per ottenere privilegi e benefici che non gli spettano, divenendo di fatto dei ladri; ricordo con fastidio una studentessa borsista che si dilettava nel pubblicare online foto dei propri acquisti (non esattamente low cost) oltretutto senza alcuna pretesa creativo-critica, ma solo per il gusto di mostrare.

Detto tra parentesi, non era dotata di un gusto estetico che ne giustificasse l’attività.

Come se non bastasse l’ormai vergognosamente comune prassi degli stage post-laurea a titolo gratuito, e pertanto abbordabili solo da un utenza di classe economica media, e le “gite d’istruzione” per le quali solo pochi docenti illuminati impiegano i propri fondi, o gli incontri in orari improbabili che vanno ad influire sull’esito degli esami anche se l’assenza di uno studente è giustificata dal lavoro serale nelle decine di locali e pizzerie: insomma già allo stato attuale l’università non è esattamente alla portata di tutti, ci voleva il beneamato Professore (titolo dal gusto assai amaro data la situazione) a sputtanare definitivamente quanto di buono restava.

Non che qualcuno credesse ancora nella giustizia sociale, però l’Ancien Régime sarebbe bene lasciarlo nei libri di storia.

Link alla notizia

Annunci
Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...