Considerazioni sparse, Pisa, teledipendenza

Drammi post-adolescenziali: c’è vita dopo la Casa dello Studente?

Giornata di acquisti verdi – dentifricio, shampoo, rasoi, pomata; poi di improbabile commozione per il pensionamento della portinaia che evidentemente è sintomo della mia imminente partenza da questi luoghi piovosi,

e a questo proposito:

mai avrei pensato che lo sguardo verso il dopo sarebbe stato così traumatico, l’esperienza della casa dello studente modifica la percezione della realtà in modi che non avrei mai potuto immaginare;

chi mi sfamerà se non la mensa?

dove troverò acqua calda ventiquattro ore al giorno, una macchinetta del caffè in corridoio e la vista su un edificio inflazionato ma oggettivamente splendido?

Come potrò dimenticare le chiavi fuori dalla porta dopo essere entrata e poi cercarle disperata in ogni dove temendo di non riuscire a scendere per tempo a salutare la portinaia pensionanda?

Chi mi aprirà la porta quando scenderò nel locale lavanderia lasciando invece le chiavi sul letto?

Avrò di nuovo un locale lavanderia, o anche solo un’asciugatrice?

Sono riuscita a rendere con sufficiente chiarezza il senso di precarietà che in questi giorni mi assale, e che a breve probabilmente assalirà anche il mio ritorno nel mondo del lavoro?

Domande senza risposta, aggravate dall’assenza di uno (o più) uova di Pasqua che avrebbero allietato le mie giornate, ma al cui bisogno ho prontamente sopperito con LA merenda, ossia panino integrale con ricotta di pecora e marmellata di more, accompagnato da un bicchiere di latte.

Sono gonfia ma soddisfatta. E pronta anzi prontissima, dopo l’oculata decisione di abbandonare quel mostro di noia che è Bates Motel ed aver scatenato la fangirl che dorme in me con l’ultimo episodio di The Vampire Diaries, a darmi a passatempi ugualmente rilassanti ma un po’ più utili, come la visione di Les Revenants, sia mai che rispolvero un po’ il francese.

E a dimostrare la mia buona fede, sottolineo che non ho idea di cosa tratti e che lo faccio (quasi) esclusivamente per la lingua, certa che diverrò verde (come i miei acquisti odierni) d’invidia di fronte alle delicate ed eteree sembianze delle giovani d’oltralpe.

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