Art for Art's Sake, cinema

I film dell’adolescenza: Paradiso Perduto (Cuarón 1998)

Ci sono talvolta dei film che a distanza di anni dalla visione, restano impressi nella memoria attraverso il ricordo di alcune tonalità di colore o di parti di colonna sonora; la trama tende a sfuggire, i personaggi sfumano indistintamente e ciò che occasionalmente riemerge fa venire la voglia di rivedere il film. Prima o poi.

Vidi Paradiso Perduto (Great Expectations, 1998) in VHS intorno ai quindici anni e ne rimasi folgorata. Il film in sé non è eccezionale: adattamento in chiave contemporanea di Grandi Speranze di Charles Dickens, ambientato tra i villaggi di pescatori della Florida e l’alta società newyorkese, è incentrato sulla scalata sociale del piccolo Finn che tenta di farsi conoscere per il suo lavoro di pittore per conquistare Estella, algida nipote della bizzarra signora Dinsmoor.

Casa Dinsmoor è in realtà Cà d’Zan, residenza costruita nel 1924 a Sarasota (Florida)

 

Quello che a me è rimasto del film sono gli ambienti e le musiche, i primi evocativi e avvolgenti (casa Dinsmoor è una meraviglia decadente, specchio fedele della donna dal cuore spezzato che la abita) e le seconde tanto epiche da rendere memorabili sequenze che sarebbero altrimenti state poco più che mediocri.

Il tema sonoro principale è Siren di Tori Amos, un pezzo che ancora oggi mi riporta alla mente la sequenza iniziale del film, ma le musiche originali sono opera di Patrick Doyle; il brano più riuscito è secondo me I Saw No Shadow of Another Parting, meraviglia lirica che riprende nel testo alcune battute del copione.

A difesa di un film che, per dirla con il recentemente deceduto Roger Ebert, comincia come un grande film e finisce semplicemente come un buon film, la scelta degli attori è azzeccatissima: dal volto tragicamente ingenuo di Ethan Hawke alla tormentata algidità di Gwyneth Paltrow, fino a quell’espressione corporea di un dolore cristallizzato nelle fattezze di Anne Bancroft; l’unica pecca è forse Robert De Niro: se all’inizio il personaggio è da brividi nella schiena e sembra richiamare alcune delle interpretazioni cult dell’attore, il ritorno nel finale è quasi superfluo.

Anche i costumi meritano una menzione, soprattutto (solo?) quelli femminili:

sia Estella che sua zia indossano prevalentemente abiti verdi che richiamano l’incolto giardino della dimora di famiglia e un tentativo disperato di sbocciare oltre la tragedia sentimentale che pare destinata ad influire sull’intera progenie. L’evoluzione verso il non-colore, il nero, coincide con la mutazione di Estella nella donna-ragno plasmata da sua zia: il cuore di Finn sta per essere spezzato, la redenzione pare impossibile fino all’apparizione in bianco nella sequenza finale: il volto segnato da quella piramide di dolore costruita ad arte nel corso degli anni, forse finalmente pronta a ricominciare.

Non rende bene, ma anche l’abito a sinistra è verde. (pic)

Il guardaroba di Miss Dinsmoor sarebbe particolarmente apprezzato dagli estimatori del vintage, sebbene esso sia una soluzione visiva per rappresentare l’incapacità della donna di affrontare e superare il dolore dell’abbandono da parte del promesso sposo; da questo punto di vista, i verdi che contraddistinguono sia lei che la nipote le rendono in qualche modo parte della casa di famiglia, bloccate al suo interno come se le piante che l’hanno ormai invasa avessero imprigionato anche le due donne; in poche parole, ciò a cui alludo è una sorta di elemento architettonico ‘vivo’ ed evocativo.

Mi sono appena vista tra settant’anni. Bene. (pic)

Le linee dei costumi di Gwyneth Paltrow sono pulite e poco decorate, in netto contrasto con gli esuberanti abiti indossati dalla Bancroft e sottile fil rouge che allude a quell’eredità morale devastante passata da una all’altra donna.

Se il film vi interessa si trova facilmente su internet (chiedete e vi sarà dato), mi piacerebbe avere uno scambio di opinioni in merito visto che pare misconosciuto. Fatemi sapere!

 

Annunci
Standard

2 thoughts on “I film dell’adolescenza: Paradiso Perduto (Cuarón 1998)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...