cinema, Considerazioni sparse, teledipendenza, Torino

Improbabili giustificazioni alla passione per lo streaming

Nella stanza in cui mi trovo ora ci sono una televisione, un netbook  uno smartphone accesi.

La prima trasmette un film (RaiMovie è sempre una buona idea), il secondo sta caricando un episodio di una serie tv (Hannibal non è necessariamente una buona idea col caldo, ma noi ci vogliamo male) e la pagina di un quotidiano, sull’ultimo c’è aperta l’interfaccia di un social network.

Prodotti culturali, di informazione o di intrattenimento shakerati come un Daiqiri Frozen ai frutti tropicali e rilocati (cit.) un po’ a casaccio su media differenti: non riesco a guardare una serie tv in televisione perché i colori sono troppo saturi, il doppiaggio mi annoia e l’alta definizione non è necessariamente un pregio (vi assicuro che Blake Lively in HD non è sto granché); le ‘immagini di copertina’ di Facebook si vedono meglio sullo schermo di uno smartphone, i quotidiani cartacei sono scomodi e spesso terribilmente costosi (capito, inutile quotidiano di Torino?) e i cinema in linea di massima puzzano di muffa e di pulizie sommarie e i proiezionisti hanno evidenti problemi nel centrare lo schermo con il proiettore. Per non parlare dei sette dannatissimi euro che pretendono da una non-più-ventiseienne e da poco non-più-studentessa.

Intendiamoci, non sono una fan del cinema a casa a tutti i costi né viceversa, insomma una pacchianata come Il grande Gatsby sarebbe probabilmente insopportabile su uno schermo domestico e così anche Titanic, nonostante mieta milioni di spettatori ad ogni passaggio televisivo (non so perché ce l’ho con Di Caprio oggi, forse è stata un’associazione inconscia tra lui e la sua ex fiamma citata più su, vai a capire); allo stesso modo, molti film recenti (soprattutto quelli di produzione nostrana) sembrano più adatti alla visione in prima serata su Canale5 che su uno schermo cinematografico: a chi interessa vedere i pori sul naso di Carolina Crescentini?

Per quanto riguarda le serie tv, c’è da ammettere che finché le reti non si decideranno ad acquistare i prodotti un po’ più celermente e a licenziare in tronco i doppiatori (perché Sheldon Cooper ha un’inflessione nella voce che è di solito riservata alle peggiori macchiette di personaggi omosessuali? PERCHE’?), lo streaming e il download regneranno sovrani mietendo vittime come lo scheletro della morte in certe opere del Medioevo; dall’altra parte però, rendiamo grazie al palinsesto pomeridiano e pre-serale italico per averci insegnato che se un’interruzione pubblicitaria piomba appena dopo il climax, a fine réclame NON SUCCEDERA’ ASSOLUTAMENTE NULLA. Davvero, proprio una mazza di niente e se dovesse accadere qualcosa, sarà un evento telefonato e privo di suspense.

Da questo punto di vista, la visione dell’episodio privato delle interruzioni pubblicitarie possiede una carica di aspettativa più simile a quella del film guardato in sala o su supporti domestici come il DVD: la svolta narrativa piomba tra capo e collo anche se a volte le dissolvenze e gli stacchi a nero suggeriscono il precedentemente esistente pausa pubblicitaria, inoltre se un episodio è terribilmente noioso e/o riassuntivo ci si può allegramente addormentare per poi eventualmente riprendere la visione in un triste pomeriggio di giugno in cui si ha l’influenza, le placche in gola, tutte le serie sono in pausa estiva e Dexter non è ancora iniziato.

(Giubilo: tra 11 giorni torna Dexter!)

Non so bene dove volevo andare a parare con questa ode alla fruizione disordinata o non convenzionale, certo non guarderei mai un episodio di Hannibal sul telefonino ma magari uno di That 70s Show sì, è tutta una questione di contenuti e di estetica e i prodotti meno visivi e più centrati sui dialoghi necessitano più che altro di un impianto audio adeguato e non di schermi particolarmente vasti.

Mentre penso ad una conclusione brillante per queste elucubrazioni abbastanza fini a se stesse e facilone, guardo Hannibal che l’episodio si è caricato e sono indietro di tre per colpa dell’assenza di connessione nella mia abitazione sabauda (no, non sono riuscita ad indovinare la password di Zompafossi).

So che amate l’immagine che ho inserito a caso in questo post.

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