Considerazioni sparse, Pisa, Torino, universi paralleli

La piccola grande Torino e la blogosfera

Nessuno mi crede, quando sostengo pubblicamente che Torino è un buco.

Soprattutto i pisani d’adozione, abituati a vedere commissioni di dieci minuti mutate in ore perché a Pisa, quando ti azzardi a mettere il naso fuori casa, incontri qualcuno che conosci. E con “qualcuno”, intendo “almeno una decina di persone, in punti diversi della città”. E sembra brutto non prendere un caffè con ognuna di loro.

Negli anni trascorsi sulle rive dell’Arno ho accumulato una tale quantità di caffeina che non dovrei stupirmi di dormire tre ore per notte.

Però lo si sa, che Pisa è così. Torino no. Torino sembra grande, immensa, con tutti quei portici e quei vialoni alberati.

torino

E quindi è pure peggio. Provateci voi a mantenere l’aplomb quando, a diciassette anni, incontrate una collega di vostro papà sull’autobus in un orario in cui dovreste essere a scuola.

Poi, provate a ripetere l’esperienza con la professoressa di storia dell’arte che sta portando una classe a godere delle meraviglie barocche del centro cittadino, o con quello di educazione fisica che porta un’altra mandria di studentesse a fare ginnastica ai Giardini Reali.

E infine con lo zio, che non ricordavo lavorasse in via Roma.

Non è facile guardarsi intorno con circospezione ogni volta che si fanno telefonate “personali”, perché la propria madre potrebbe essere sullo stesso autobus, né evitare qualcuno perché o si inizia a frequentare solo il “bar di Al Bano” di corso Francia, o prima o poi ci si incontra. L’ultima volta sono entrata in un locale dei Murazzi, ho sentito distintamente “Oh tizio, guarda, c’è Anna Giulia!” e un attimo dopo, un paio di persone che non mi amano molto hanno abbandonato il posto.

So che quest’ultimo aneddoto mi fa apparire come una brutta persona, ma giuro che di solito non lo sono. Anche se a volte, trovo che la seguente immagine rispecchi in parte quel lato di me che vorrei saper tenere sopito.

friends

Ma tornando al discorso iniziale, ci sono alcune – rare – occasioni in cui questa atmosfera paesana tipica di Torino sa essere piacevole.

Come, ad esempio, quando dopo aver seguito e interagito con una blogger per mesi, scopri che avete importanti amicizie in comune.

E che fai, non ne approfitti?

Inauguro quindi la rubrica “meet the blogger”, perché spero a brevissimo di aver modo di prendere un caffè (dove per caffè si intende vodka) con la brillante autrice di Gynepraio.

E se non conoscete il suo blog, fateci un giro. Non ve ne pentirete.

O se ve ne pentirete, potrete sempre detestarmi cordialmente e uscire dai luoghi pubblici non appena mi vedrete entrare.

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