Art for Art's Sake, voyages

And so that was Christmas

Puntuale come un regionale Torino – La Spezia, ora che l’inverno volge al – ah, ah – termine mi sono accorta di aver accuratamente conservato negli archivi impolverati del cellulare alcune immagini che scattai la prima settimana di gennaio, nell’atrio della gloriosa stazione ferroviaria Torino Porta Nuova.

C’è da sapere che da alcuni anni, lungo tutto il periodo delle feste invernali  il suddetto atrio è adornato dalla presenza di un abete natalizio sul quale i frequentatori più o meno occasionali del luogo sono soliti appendere più o meno serie letterine per Babbo Natale.

Molti utilizzano fogli di recupero, c’è chi scrive sui biglietti ferroviari appena utilizzati, ma c’è anche chi si prodiga in raffinate composizioni artistiche corredate, in alcuni casi, da rappresentazioni grafiche di quanto richiesto.

Un pomeriggio in cui vagavo affranta, infreddolita e in attesa di un’amica, ho scattato alcune fotografie a quelli che mi sono sembrati i biglietti più significativi.

O a quelli che erano ad altezza occhi, ora non ricordo bene.

Son sempre sul pezzo, lo so, probabilmente il giorno dell’omicidio Kennedy io avrei pubblicato qualcosa sulle meraviglie di viaggiare su automobili decappottabili col vento nei capelli.

E quindi signore e signori (come mi piace che questa espressione inizi con il plurale femminile, anche se sospetto che abbia a che fare con questioni di fonetica), ecco il meglio delle letterine scritte dai torinesi e dai viaggiatori di passaggio lo scorso Natale, anzi ecco il meglio delle letterine che sono stata in grado di immortalare.

1. Il Peter Pan chiede qualcosa di improbabile ma divertente, seguendo un po’ un trend di quest’inverno che è stato, appunto e inspiegabilmente, quello dei dinosauri; ci tiene a specificare la sua età perché a livello di grafica, ne converrete, questa letterina avrebbe potuto essere scambiata per una tenera richiesta fatta da un cinquenne.

1621880_10151946134717475_1647432610_n2. L’uomo adulto ma burlone, il compagnone del gruppo, ecco lui lancia un j’accuse (citazione che dovrei risparmiarmi, soprattutto dopo averne attribuito la paternità a Robespierre) al caro Babbo e insieme strizza un po’ l’occhio all’utenza pendolare sposata-da-almeno-quindici-anni che bazzica la stazione.

1661756_10151946139197475_1525286397_n3. La ragazza innamorata non solo chiede un bel fanciullo tutto per sé, ma fornisce precise indicazioni sulle caratteristiche del soggetto e correda il tutto di un’infografica volta a renderne ancora più chiare le fattezze. Mi pare evidente che la fanciulla sia innamorata di qualcuno di molto simile al maschietto descritto nella letterina, ma devo ammettere che quel gran cuore rosso mi ha un po’ sciolta.

1898132_10151946144217475_1178921119_n4. Il/la mio/a preferit*, ossia il paladino (userò il maschile perché è quello che prevede la lingua italiana, e perché tra slash e asterischi tra un po’ questo post sarà peggio di un volantino dei collettivi universitari contro il caffè nero nei distributori automatici, o quelli che sostengono che la dicitura “studenti” dovrebbe essere sostituita appunto da “student*”, così, con una simpatica stellina). Dicevo, il paladino dei diritti civili non si limita ad auspicare un mondo tollerante e aperto, no, costui si spinge oltre per raggiungere vette quasi dadaiste:

1653341_10151946145652475_1508508799_nUlteriori contributi fotografici di questo straordinario affresco della fantasia degli affatto grigi e noiosi torinesi saranno i benvenuti in questa specie di post work in progress. Torinesi, contribuite! Accorrete numerosi! Ricchi premi!

 

 

 

 

 

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