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Strategie di sopravvivenza alle relazioni sbilanciate: let me (and tv) entertain you

Certo che l’autunno regala sempre grandi soddisfazioni.

Narcolessia e letargia acuta a parte, finalmente posso riprendere le profonde riflessioni esistenziali utilizzando le nuove stagioni delle serie tv, così da non dovermi sbattere troppo a spiegare ed è proprio questo il bello della globalizzazione dell’intrattenimento: abbiamo (quasi) tutti una conoscenza più o meno approfondita del mondo della televisione, delle serie tv e dei loro attori. Viva la rete insomma, che mi permette di scrivere periodi semplici ascoltando Carmen Consoli.

Patisco stretta tra due correnti opposte – Vaughn e Farrell, che un po’ detesto e un po’ mi incuriosiscono per l’imminente partecipazione a True Detectivedomandandomi se anche questa volta, come spesso accade, ci ripeteremo sempre meno convinti che come Cohle e Hart nessuno mai per poi adattarci al nuovo status quo e dirci che i due nuovi veri detective non sono poi così male.

Le relazioni, che fatica.

Un po’ come quando si subisce un lutto – e non solo di morte delle carni parlo – e si passa il tempo a struggersi e distruggersi, e a ricattare emotivamente amici e conoscenti per farsi regalare sostanze psicotrope nel tentativo un po’ maldestro di evitare quella fase che se non sbaglio è l’elaborazione del lutto stesso.

Nel frattempo, l’altra persona è nell’aldilà a preparare pancake.

Che al di fuori del pazzo pazzo mondo di Mystic Falls, corrisponderebbe ad un rapporto (di amore? Amicizia? Col proprio cucciolo di Yorkshire?) vagamente sbilanciato, in cui una delle due parti tende a somigliare appunto ad uno Yorkshire scodinzolante e adorante e l’altra parte è quella del “visualizzato ma non risposto” su WhatsApp, and you all know what I mean.

A giudicare dall’onnipresente e onnipotente e onnisciente (e forse anche onnivoro) Facebook, l’autunno è il periodo dell’anno in cui tali squilibri sbocciano come le primule ad Aprile: sarà per le infatuazioni estive che a volte (appunto) sbocciano ed altre si mutano in imprevedibili compilation di stalking selvaggio, sarà che fa freddo ed è facile passare i pomeriggi in casa a rimuginare, sta di fatto che la home page del social più usato e odiato della storia è un florilegio (spero apprezzerete il continuum stagionale di questo concetto) di link, status e video che rimandano alla questione pancake di cui sopra.

La buona notizia è che è assai improbabile un risvolto parallelo a quello del nostro esempio: dato che mi sembra ovvio che la dolce Elèna (la squartatrice drogata che soffre per quello che prepara la colazione alla sua migliore amica morta) deciderà di farsi cancellare dalla memoria il suo tragico amore, il suddetto tragico amore metterà via padelle e farina e si rifarà vivo, facendoci ripiombare nella noiosissima prima stagione, credo che la maggior parte delle vittime della stessa sindrome sarà abbastanza fortunata da non dover vivere un tale strazio.

In ogni caso, come insegnano le geniali autrici di queste guide, tanto vale proiettare gioie e dolori sulle altrui (possibilmente fittizie) relazioni, e in questo caso vi assicuro che la love story tra la drogata (di timo e basilico) e il Gordon Ramsey dell’aldilà offre una vasta gamma di sfumature: come si può evincere dalla .gif qui sopra*, non è una storia à la Bella & Edward, è più come se Léon avesse iniziato ad uscire con Christiane F.

Finché non ripiomberemo nello scazzo infinito delle dinamiche della prima stagione.

E ora come minimo, voglio un assegno mensile dalla CW per questa contorta e probabilmente dannosa, ma non per questo non efficace pubblicità.

Chissà quanti lo stanno pensando di me proprio ora (fonte)

*Alcuni giorni fa un collega mi ha detto che “gli uomini tendono a fare gli stronzi perché effettivamente ad alcune donne piacciono così. Tu, credo che se qualcuno facesse lo stronzo gli spaccheresti in testa una bottiglia di assenzio, poi gliela faresti pagare con tanto di scontrino”. Pancakes nell’andilà my ass,insomma.

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