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Di come Beautiful possa essere di grande aiuto nel mondo del lavoro

L’ho detto e lo ripeto, se c’è qualcosa che davvero mi manca della vita torinese è Beautiful.

Ridete pure voi, ma io ho imparato più nozioni sul mondo del lavoro da Beautiful che da qualsiasi corso universitario o esperienza professionale passata, presente e futura.

La longeva soap opera può insegnare molte cose sui possibili capi/colleghi/sottoposti che è facile incontrare nel corso della vita professionale.

Alcuni esempi a sostegno della mia teoria:

Il capo è un vegliardo ex genio creativo/imprenditoriale in evidente crisi di mezza età? Bene, il tuo capo è Eric Forrester e buon per te: potrai farti bellamente i fatti tuoi per l’intera giornata lavorativa senza che costui, troppo impegnato ad ardere di passione per chiunque a parte la sua legittima sposa, se ne accorga.

Lavori a stretto contatto con la moglie del capo, un uragano distruttore capace di seguirti in bagno per origliare le tue telefonate? Prendi esempio dalla corrispondenza di amorosi sensi tra Taylor e Stephanie: diventa la migliore amica della pazza, fingiti santa e incorruttibile e insieme conquisterete il mondo. Da sole, ripudiate dagli affetti e anche dai conoscenti, ma sul trono non c’è posto per le relazioni, no?

attenzione: passare troppo tempo con una Stephanie Forrester causa inevitabilmente una trasformazione nella stessa.

Nel tuo ufficio c’è la tipica oca starnazzante, wannabe moglie trofeo? Una di quelle che lavora per circa 10 minuti al giorno e passa il resto del tempo a corrompere moralmente e sessualmente anche i vasi dei fiori? Che te lo dico a fare, lei è Brooke e non c’è santo che tenga né complotto che possa funzionare in modo definitivo: lei vincerà. Meglio cambiare posto di lavoro, città, Paese, pianeta.

Se invece lavori per uno squalo, un imprenditore senza scrupoli e senza morale che passa il suo tempo a fuggire da ex amanti con figli illegittimi al seguito, mi sembra chiaro che la somiglianza con Dollar Bill sia innegabile. La soluzione è convincerlo di essere un altro figlio illegittimo, farsi inserire nel testamento e passare il resto della vita a stupidare in giro per il globo.

Figli illegittimi come se piovesse

Inoltre, Beautiful insegna che potrai pure tentare e riuscire in una scalata fino a diventare AD o presidente della tua azienda, ma non durerà a lungo e presto finirai nel seminterrato a impacchettare i colli per le spedizioni. E la tua psiche ne risulterà talmente provata da impedirti di mettere a punto un piano vagamente dignitoso per ribaltare le tue sorti.

Insomma non c’è ambito professionale in cui non si possa trarre insegnamento dalla beneamata soap (per non parlare poi delle interruzioni pubblicitarie con Mastrota e i materassi), e per non perdere la mano io seguo quotidianamente il live tweeting di #twittamibeautiful.

Se non volete finire nel seminterrato con Thorne, seguite il mio esempio.

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Sfighe di una stay-at-home worker

Post breve, autoindulgente (autoindulgente è una parola vera?) e terribilmente profondo.

Ho passato le ultime 48 ore a fare una cosa che bramavo da tempo, ossia lavorare da casa.

Per mesi mi sono immaginata seduta alla scrivania della camera piccola, il laptop davanti a me e una dose enorme di tè alla rosa dentro di me (scusa Kant), un po’ di Regina Spektor in sottofondo e i raggi caldi di metà mattina ad illuminare le bellissime tende di organza granata.

Lavorare da casa: aspettative

Lavorare da casa: aspettative

Ecco, credo che dovrei farmi tatuare la frase “attenta a quello che desideri”, o almeno scriverla con la crema chantilly su una torta, con un rossetto sullo specchio del bagno come nei migliori film horror o quantomeno tirarne fuori una di quelle foto-con-scritta-motivazionale che vanno tanto su Instagram.

Non solo perché la mansione che ho dovuto svolgere ha compromesso notevolmente udito, vista e funzioni cerebrali, no: il vero problema è stato il cucciolo di casa, Napoleone, che ha deciso che fosse il momento giusto per farsi venire un attacco di aerofagia acuta.

Come possa un corpo così piccolo contenere tanta aria rimane per me un mistero.

Come possa un corpo così piccolo contenere tanta aria rimane per me un mistero.

Ed ecco il motivo per cui delle decine di post che avevo intenzione di scrivere oggi, questo è il meglio che ho saputo produrre.

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L’idratazione è l’essenza della bellezza! (cit.)

Un anno fa probabilmente ero una delle donne più idratate del mondo.

Complice un lavoro in cui testare prodotti volti al benessere era una missione quotidiana, ho vissuto i mesi più healthy della mia vita: una media di tre litri d’acqua al giorno più shots di aloe vera o altri drenanti che sapevano di frutta e di primavera.

Poi ho lavorato a diretto contatto con la birra boema, e improvvisamente mi sono gonfiata come una zampogna durante una parata dell’orgoglio scozzese.

Nell’amazing open space che ancora oggi mi ospita per un numero imprecisato di ore ogni giorno, la lontananza dal boccione dell’acqua bilanciava la meravigliosa tradizione per cui insieme al caffè, al bar si riceve un bicchierone d’acqua aggratis.

Ma questo non bastava, e neanche la produzione a ritmi fordiani di tazze di tè nelle poche ore che passavo tra le mura domestiche.

Così, da brava pecorona schiava delle mode, dei trend e di Instagram, ho preso la coraggiosa decisione di darmi alle acque aromatizzate.

Purtroppo senza poterle instagrammare, visto che le conservo in bottiglie riciclate e le bevo da tristi bicchieri in plastica bianca.

Ora io non so dire se effettivamente gli ingredienti che lascio a macerare per ore sortiscano un qualche effetto benefico sull’acqua, ma la rendono buona ed effettivamente da quando mi sono data a tali pregiatissime produzioni bevo di più.

E dreno abbestia, tanto che la signora delle pulizie comincia a chiedersi cosa io vada a fare in bagno ogni venti minuti.

Le mie ricette preferite sono:

– miele, fettine di limone e zenzero

– fettine di cetriolo e menta (appena le troverò, proverò ad aggiungere qualche fragola)

– fettine di mela, cannella e miele

Se nel giro di tre mesi avrò ancora la cellulite, riprenderò a bere birra in orario di lavoro.

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