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Viale (del tramonto) dei ricordi

Poco più di un anno fa, quando il mio futuro professionale mi sembrava vagamente chiaro e la divinità a me nota come fly down, bitch non era ancora sopraggiunta a ricordarmi che la presunzione non porta granché lontano, credevo così tanto nelle mie qualità di analista della fuffa da spingermi a scriverne in luoghi lontani da queste care pagine, ossia su Inchiostro Elettronico.

Rileggendo certe minchiate partorite dal mio poco equilibrato intelletto mi son detta che è bello crederci, essere certi di avere un’opinione autorevole, avere quella che la mia zia americana chiamerebbe self confidence (da leggersi con smaccato accento avellinese).

Molte cose sono cambiate, soprattutto la presunzione di cui sopra. Quando fly down, bitch ha finalmente lasciato queste sponde, la sua collega vivi e lascia vivere ha preso il suo posto e da allora mi accompagna fedele, aiutandomi con pacche sulla spalla e dosi di valeriana ogni qualvolta io ne abbia necessità.

Ultimamente accade sovente, ma per ora i nervi reggono e solo occasionalmente necessito dell’aiuto della divinità-jolly nota come ora mi levo questi orecchini a cerchio dorati e ti strappo le extension, per gli amici Diva del ghetto.

Ma ormai lo so, luglio è un mese in cui me ne capitano di ogni. Da sempre.

Anche The Decemberists sostengono che July never feels so strange, e sarà che metà del mio nome somiglia a quello di questo mese, ma per me i trentun giorni tra giugno e agosto hanno sempre avuto risvolti importanti, imprevedibili, orrendi, ridicoli. A scelta.

Il trucco non è stare immobili e lasciare che tutto, nel bene e nel male, passi.

Luglio necessita di passione, partecipazione, è come un uragano e per sopravvivergli l’unica soluzione è piazzarsi proprio al centro e godersi il viaggio.

Con la giusta compagnia e una buona dose di autoironia, i ricordi di mezza estate saranno quelli più vividi.

P.S. per chi volesse, qui, qui e qui ci sono gli articoli che scrissi per Inchiostro Elettronico. Sempre argomenti seri e di attualità, come vedrete.

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Informazione di servizio #2

Dunque, mi sembra quasi di tirarmela visto che l’ho già scritto su Facebook ma insomma, è una bella novità (per me, a voi magari fottesega) e vorrei rendere partecipi i lettori affezionati e quelli occasionali di questo blog.

Intanto grazie per continuare a usare una parte del vostro tempo per leggere le assurdità che scrivo, mi fa molto piacere e sto scrivendo un apposito discorso per ringraziarvi quando vincerò il Pulitzer.

Ok, ricomponetevi, smettete di ridere.

In breve, ho iniziato a collaborare con un sito, Inchiostro Elettronico, che è un contenitore di diversi argomenti, dall’attualità alla musica, dalla cultura alle idiozie che scrivo io.

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E infatti ieri è stato pubblicato il primo post che ho scritto per quel sito, in cui fingendo di ragionare sulle problematiche della transmedialità e del divismo blatero di Dawson’s Creek. Se vi interessa dargli un’occhiata lo trovate qui, e magari fate un giro per il sito.

Niente, basta, già mi sento abbastanza in imbarazzo. Ciao.

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