Foto, Instagram

#InstaWeek: in Grecia cresce l’erba e anche le anatre dormono*

Una settimana colma di impegni e decisioni da prendere in cui il tempo per il blog viene miseramente assorbito da impegni molto importanti, come riguardare l’intera prima stagione di Dexter in due giorni.

Ma niente mi ha impedito di continuare a riempire il mio profilo Instagram di foto brutte, quindi senza ulteriori indugi immergiamoci in una settimana di, appunto, foto brutte.

Ho aggiornato l’immagine del profilo del blog, ché sebbene io non riesca a liberarmi della relazione affatto salutare con caos e disordine, un minimo di coerenza – quantomeno visiva – male non fa. O meglio, iniziamo da questo e forse poco a poco anche il resto troverà magicamente un posto nell’universo.

La frutta di stagione fa bene.

Soprattutto se le campagne circostanti la città offrono grandi, enormi quantità di melograni giganteschi e cachi dolcissimi.

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Se poi fossi riuscita a evitare di distruggere il mixer tentando di frullare il tutto con una manciata di fiocchi d’avena, non sarebbe stato male.

fruit

Figlia mia, rifatti il guardaroba.

Magari con maglie che non creino un effetto camouflage con i mobili dell’ufficio,

beige

evitando di indossare i calzettoni con gli anfibi e i collant come fosse il 1999,

anfibi

realizzando che su un outfit total black con annessa catenina misticheggiante, il rossetto nero forse è leggermente eccessivo,
black

ed evitando di ascoltare Bon Jovi mentre mi vesto, così da scongiurare l’effetto cowboy in vacanza.

denim

*Quei rari momenti di grazia (cit.)

Sistemarsi le sopracciglia in pausa pranzo,

office

rientrare a casa e sfondarsi di tè alla banana e frollini,

tea

O scovare foto scattate in estate nel Giardino Lamarmora, un piccolo gioiello verde nel cuore del centro di Torino.

torino

Infine, ma di questo non ho una foto perché un po’ di senso della vergogna ancora mi è rimasto, ecco l’ultimo dei miei acquisti falliti.

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#instaweek problemi cromatici edition: l’attrazione morbosa per colori che ci stanno male

Disclaimer: da leggere ascoltando questo brano. O per i più giovincelli, questo.

Ammetto senza vergogna alcuna di essere stata tentata fino all’ultimo di intitolare questo post alla hit che lanciò tre tamarri nel paradiso internazionale della musica dance demmerda. Basta consultare la loro pagina Wikipedia per scoprire che essa è tradotta il ventotto lingue, il che significa che in almeno una trentina di Paesi quel brano è stato passato dalle radio, canticchiato, magari è stato anche la love song di qualcuno.

Ma visto che amo darmi una parvenza intellettuale del tutto ingiustificata dai fatti, ho desistito.

Veniamo al punto della questione, ossia la morbosa attrazione che negli ultimi mesi mi ha portato a indossare con frequenza un po’ allarmante capi nei toni del blu.

Tengo a precisare che a me il blu sta decisamente male: il mio incarnato leggermente giallastro, i capelli tendenti al rame e le iridi color muschio non fanno di me un fototipo particolarmente adatto ai cobalto, agli oltremare, ai blu di Prussia.

Ma qualcosa è accaduto e non so spiegarmelo, proprio come il buon Tiziano.

Vado ora a fornire documentazione fotografica del problema, con immagini di dubbio gusto condivise con l’Instagram.

Reperto numero uno, la sciarpina a pois sul gilet da uomo taglia XXL

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Mi rende molto orgogliosa ricordare che la spesa sostenuta per la combo maglia + foulard ammonta a 1 euro. Mercato di Corso Racconigi je t’aime.

Reperto numero due, la blusetta smanicata di seta con rosa al collo

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Incredibile come anche questo capo, peraltro una rottura di palle perché si stropiccia ad ogni respiro, mi sia costato un euro nonostante sia di pura seta. Pensierino del giorno: forse la seta è stata a lungo appannaggio delle classi più agiate perché per non farla stropicciare sono necessarie movenze alquanto leggiadre che a me, nipote di operai FIAT, mancano. O forse perché se c’è una governante che stira, la vita è più semplice.

Reperto numero tre, la gonna a portafoglio

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Me la definiscono una “gonna da contadina”, forse perché il mio svantaggio verticale la fa scendere fino a metà polpaccio invece di farla adagiare appena sotto le ginocchia, o forse perché dovendo camminare ogni giorno lungo il tragitto casa-lavoro tendo a non indossare tacchi che trasformerebbero i marciapiedi di Tirana in campi minati. Anyway, 3 o 5 euro in Corso Palestro.

Reperto numero quattro, la mano della mia nipotina e una borsa blu

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Questa foto è stata inserita solo per suscitare tenerezza e distogliere l’attenzione dai miei tremendi selfie allo specchio dell’ascensore dell’ufficio.

Reperto numero cinque, la cugina di campagna

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Maxi gonna in cotone a stampa psichedelica nei toni del blu, Converse All star blue navy, un cucciolone di 14 anni di nome Scotty. Dettaglio gonna:

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Naturalmente qui la gonna c’entra poco, volevo solo mostrare al mondo la finissima ed elegante collana a fiori che contribuisce a quel look hippy californiana tanto amato dalla fashion blogger più famosa al mondo.

Potrei parzialmente giustificarmi con l’aver ricevuto in dono la Obag blu che fa capolino da un paio di foto, ma sappiamo bene che dopo lo sdoganamento del color block alcune stagioni fa, sarebbe solo una scusa.

Ora, approfondiamo questa questione del blu. L’internet mi informa delle proprietà rilassanti e purificanti di questo colore, aggiungendo che per i cinesi è il colore dell’immortalità.

Vedi ad essere nata un tantino più a Est.

Per quanto invece riguarda proprio il vestiario, e copio da qui,

Nell’abbigliamento: è un colore che spegne le passioni violente ed induce uno stato di calma: questo colore va indossato per affrontare le prove difficili della vita. Le persone che vestono di blu chiaro tendono all’ introversione e a una certa chiusura esterna. E’ il colore del temperamento flemmatico.

E credo che con questo, abbiamo risolto il mistero e trovato la risposta più verosimile.

Prove difficili, introversione, flemma: check.

Resta solo da sperare che questo periodo passi in fretta, ché la mia sfumatura giallognola con i toni del cielo fa proprio a pugni.

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Sputare nel piatto in cui si mangia, lamentarsi e altri orrori

Ascoltatemi! La televisione non è la verità! La televisione è un maledetto parco di divertimenti, la televisione è un circo, un carnevale, una troupe viaggiante di acrobati, cantastorie, ballerini, cantanti, giocolieri, fenomeni da baraccone, domatori di leoni, giocatori di calcio! Ammazzare la noia è il nostro solo mestiere. (Sidney Lumet, Quinto Potere, 1976)

La mia enfatica e del tutto non richiesta apologia della televisione ha fatto sì che il gorgo infernale della stessa mi imprigionasse senza apparente via di scampo.

Sono uno degli insignificanti ingranaggi della macchina mediatica, sono l’ombra fuori campo a cui fa riferimento Maria quando nomina “la redazione”, (r)esisto tra improbabili video di sfilate e altrettanto improbabili “registi” che creano robaccia che su YouTube si trovano prodotti migliori.

Smonto e rimonto tali capolavori rendendoli inguardabili ma vagamente appetibili.

Anche il mio amore originale, il cinema, ne soffre.

Negli ultimi giorni sono a malapena riuscita a guardare Lucy – e a farmi piacere la Johansson, e questo è un miracolo che meriterebbe un post a sé – e a farmi accompagnare in Vietnam per l’ennesima volta da Stanley Kubrick.

Però ho in dotazione delle cuffie fighissime da cui ascolto musica che mai avrei pensato di ascoltare.

E guardo Modern Family, che dovrebbe farmi ridere e rilassarmi se non passassi il tempo della visione a chiedermi perché il “regista” non sia in grado di avvicinarsi neanche un po’ a quella qualità.

E insomma si soffre e si producono brutti prodotti, rileggendo per l’ennesima volta Ritorno a Peyton Place (foto d’archivio – ossia di una lontana estate in cui avevo ancora il tempo di vivere. Ah, era solo pochi mesi fa?).

Instagram media by annagiuliabi - Interessantissimi argomenti, tra poco su macchiatoconzucchero.wordpress.com #nonvorretemicaperderveli

E va beh che ormai è martedì e un terzo della settimana lavorativa è quasi finito, ma una #instaweek non si nega a nessuno.

Instagram photo by annagiuliabi - A portrait of the artist as an old woman. #selfie #expressyourselfie #home #tea #hat #ring #stones

Ho comprato un berretto nel reparto uomo di LC Waikiki e non lo tolgo neanche in casa. Lo uso persino per asciugarmi i capelli.

Instagram photo by annagiuliabi - Be #Italian. #pasta #italy #food #cooking #meatball #spaghetti #wine #pummarola

Sapori di casa: chi sono io per dire di no agli spaghetti con le polpette? Posto che ho sempre pensato che non fosse un vero piatto italiano, non sono venuti così male.

Instagram photo by annagiuliabi - Memories of a working #sunday. #4tech #earcuffs #samsung #galaxy #notebook #ikea

Cuffie meravigliosissime e un miserrimo pranzo fruttariano. Che ragazza fortunata.

Instagram photo by annagiuliabi - Meanwhile, in the #makeup room #television #backstage #agonchannelit #gosh #goshmakeup #workhard #beauty

Un interessante soggiorno nella sala trucco, con tanto di make up televisivo per sopperire ad una mancanza di comparse.

Sembravo più vecchia di cinque anni e ho impiegato dieci minuti abbondanti a rimuoverlo. Credo che inserirò il latte detergente e i dischetti struccanti in conto spese all’azienda.

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#instaweek: la settimana in cui mi sentii un ingegnere navale

Credo di sapere come si sentì Thomas Andrews, il progettista del Titanic, quel fantomatico 15 Aprile di 102 primavere fa.

Davvero, lo sento vicino e vorrei tanto cingerlo in un abbraccio consolatore perché non importa quanto tu ti possa impegnare, a una certa arriverà un capitano Smith demmerda e ti farà passare alla storia come il peggior incapace dai tempi dell’arca biblica.

Ma noi non ci arrendiamo signore e signori, noi imperterriti proseguiremo fino ad inabissarci (o ad essere licenziati, come accadrà a me molto presto), perché niente è finito finché non lo decidiamo noi (cit).

Soprattutto se ci siamo prodigati nella creazione di una playlist figa che più figa non si può, e non esiste che i nostri compatrioti non ne godano al più presto.

Ma questo è un problema solo mio, il buonanima Thomas Andrews ha lasciato a Céline Dion l’onore di martellare i cosiddetti al prossimo con i suoi acuti e i suoi cuori che vanno avanti e avanti.

Ma io sento che come lui, finirò a fissare un muro mentre tutto accanto a me si disfa rovinosamente. Citando infatti Wikipedia,

L’ultima persona che lo vide fu il cameriere John Stewart nella sala fumatori di prima classe, alle 02:10 del 15 aprile. Andrews aveva lo sguardo perso, e osservava il quadro Il porto di Plymouth (Approach to the New World), situato sulla cappa del camino della sala fumatori di prima classe. Si trattava di un dipinto che fu poi spesso mostrato in televisione ed in vari film. Quindi Andrews rifiutò di salvarsi, come il capitano Smith ed il suo corpo non fu mai ritrovato.
È probabile che sia morto mentre la nave si spezzava in due, poiché il fumoir di prima classe era situato nel punto di rottura, tra il terzo e il quarto fumaiolo. Durante tutto il viaggio, Andrews prese note su vari miglioramenti, di cui sentì un forte bisogno e mentre la nave stava affondando, Andrews fece in tempo a consegnarle ad un suo assistente amico che si salvò dal disastro. Molte di queste migliorie vennero applicate al secondo gemello del Titanic, il HMHS Britannic.

Nell’ottica del crederci sempre, invece di andare al bar qua dietro ad ammazzarmi di raki per far sì che i miei dispiaceri facciano la fine del transatlantico del buon Andrews, resto qui aggrappata alla sedia con le unghie e le fauci a redigere, ché io son redattrice mica per niente, un’altra #instaweek.

Ambress’ ambress’ che alle 18 c’ho da andare ad accattarmi sciarpa e guanti per quando sarò una disoccupata senzatetto.

Instagram photo by annagiuliabi - Se mangiassimo più taralli col parmigiano, saremmo tutti molto più felici. #italian #food #italia #puglia #tengocuoreitaliano

Ricevetti da uno stuolo di parenti in visita l’equivalente in parmigiano del pil della provincia Ovest di Torino e una chilata abbondante di taralli pugliesi.

Altro che formaggio con le pere, altro che cacio sui maccheroni. Questa è la gioia.

Instagram photo by annagiuliabi - Stasera ve lo dovevo proprio far vedere quant'è bello #Napoleone. Per non parlare del mio outfit tuta + maglione dorato con le paillettes, una delizia per gli occhi. #dog #love #puppy #relax #home #ootd #evantatene

Habemus Napoleone, un cucciolo di un chilo e mezzo che sta riempiendo la casa di risate, gioia, amore e cacca. (E habemus anche outfit di merda, ma graziaddio in questa foto si nota appena).

Instagram photo by annagiuliabi - Bel vestito, bel cappotto, capelli demmerda #asusual. #ootd #flowers #messy #hair

Io e la sala di montaggio, una storia d’amore e di dolore durata appena tre giorni. Vorrei però far notare la deliziosa stampa dell’abito, il grazioso cappotto color topo e la chioma oscena che non reagisce neanche a dosi massicce di olio di cocco.

Instagram photo by annagiuliabi - Non c'è giornata di merda che non possa essere addolcita da una bomba calorica e da un po' di #sansimone. #drink #torino #italia #amaro #chocolate #cake #comfortfood #sweet

Fu appunto una settimana di passioni e di dolori, di bestemmie e di fatiche, e cosa meglio di una torta crema e cioccolato per sentirsi meglio? Per non parlare dell’accompagnamento a base di San Simone ghiacciato.

Instagram photo by annagiuliabi - Buon appetito! Pensatemi mentre vi sparate i brunch da California Bakery. #saturday #coke #cocacola #work #lunch

Soprattutto se il pranzo si riduce ad una dose sempre più massiccia di caffeina zuccherata e imbottigliata a pochi chilometri da qui.

Ma voi continuate pure a fare i brunch del fine settimana da California Bakery, che io non sono affatto invidiosa.

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Nouvelle Vague levati: un corto insensato più #instaweek(s)

Interno giorno.

Establishing shot: femmina, ventiequalcosa, vegetante davanti ad uno schermo esteso quanto una sala cinematografica.

Nelle cuffie, inspiegabilmente, questo.

Nonostante sia sabato, è riuscita ad uscire di casa indossando camicia, pullover e tacchi. Si è persino messa il rossetto.

Nonostante l’apparenza, ha già bevuto due caffè, mangiato una barretta energetica e assunto un concentrato di minerali e vitamine. Pensa se non l’avesse fatto.

Purtroppo, la scelta di utilizzare come sfondo del desktop una gigantesca peonia color malva non contribuisce alla concentrazione. E dire che l’ha scelta appena ieri, allo scopo di rallegrarsi le giornate.

Purtroppo, l’ufficio è semivuoto (perché a parte lei, tutti hanno qualche compito utile da portare a termine, nda).

Sfortunatamente, il gigantesco compito che avrebbe dovuto portare a termine oggi si è arenato per ragioni squisitamente tecniche (disco esterno danneggiato anyone?).

Poco male pensa lei, in questo modo avrò il tempo di stalkare cercare di capire come sta andando la trasferta intercontinentale della crew che non mi caga da almeno due giorni.

E magari di farmi partire un embolo nel vedere le mise scelte a cazzo di cane apportando leggere, insignificanti modifiche alle indicazioni date.

In tutto questo, tutte le applicazioni di messaggistica istantanea installate sul suo telefono hanno crashato, portandola ad usare gli SMS come se fosse al primo anno di liceo e facendole avere uno strano déja-vu: sta scrivendo su WordPress o sugli MSN Spaces?

Ah, gli Spaces. E Splinder. Tutti scomparsi, perduti nell’etere con pezzi di storie, foto, sticker glitterati e rotanti da Studio 54.

Intorno tutti corrono, la scala metallica vibra come all’arrivo del T-Rex in Jurassic Park, sarebbe carino riguardare Jurassic Park ma insomma, sono solo le 11 ma un altro caffè non può far male.

FINE

Instagram photo by annagiuliabi - Niente di peggio che essere la prima ad arrivare in ufficio. #deprescion

Instagram photo by annagiuliabi - Survival kit #healthy #food #foodsupplements #equilibra #goodmorning

Instagram photo by annagiuliabi - Praticamente un autoscatto #2. #work #office #sunglasses #eyewear #marcjacobs #marcbymarcjacobs #earrings #black #stones

Instagram photo by annagiuliabi - Prenditelo un caffè vestita come Eminem. #coffee #macchiatoconzucchero #relax #candy #colours #grey #green #me #home #goodmorning

Come avrei voluto uscire di casa stamattina

Instagram photo by annagiuliabi - La colazione dei campioni. Miremengjes nga #Tirana #goodmorning #buongiorno #coffee #breakfast

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