Art for Art's Sake, musica, Torino

Fine settimana torinese: let’s musical!

E dopo i consigli per il fine settimana per i pisani (nel senso più ampio del termine), bilanciamo con uno per i torinesi che sono tanto belli e se lo meritano.

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Sono bravi(ssimi), belli belli in modo assurdo e lo spettacolo è inedito, tutte ottime ragioni per passare la domenica sera in loro compagnia.

Intanto io attendo le risposte alle domande che ho inviato via mail  al direttore artistico mille giorni fa accompagnandole alla seguente elegantissima richiesta:

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Insomma vi consiglio di recarvi al teatro Astra (in alternativa, per i più tradizionalisti c’è il musical su Don Bosco pubblicizzato poco più in basso sul quotidiano).

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cinema, Considerazioni sparse

Quando dico che dovrei occuparmi di risorse umane…

Appena alzata nonostante la sveglia fosse puntata alle ore 7 antimeridiane (smettete di ridere, grazie) e di fronte ad un quasi disgustoso cappuccino preparato col caffè solubile, leggo su Il Fatto Quotidiano questo articolo:

Il prossimo Papa si chiami Francesco I 

A prescindere dall’evidente impossibilità che quanto auspicato dall’articolo si verifichi e dall’aura pop che nella mia testa circonda la figura di San Francesco d’Assisi (io continuo ad immaginarlo nell’atto di cantarsela felice come in Fratello Sole, Sorella Luna – video sotto), trovo che questa sarebbe un’ottima occasione per la Chiesa di farsi pubblicità positiva, e di mostrare che lei sì, combatte la crisi! Ora immaginiamo di trovare domattina TuttoAffari (lo so che ce l’abbiamo solo a Torino, chiamatelo un po’ come vi pare, Il Fogliaccio o chessò) un annuncio di questo tipo:

La Chiesa Cattolica Romana ti cerca!

Istituzione millenaria universalmente riconosciuta

ricerca dirigente di Altissimo livello

causa abbandono del precedente.

Richiesti conoscenza latino classico (livello C2),

carnagione adatta ad abiti bianchi,

certificato di battesimo, disponibilità

a trasferirsi a Roma, attitudine ai viaggi.

No sposati, no perditempo o calvinisti, no ISEE >30000

No Milingo.

Inviare CV, ISEE 2012 e certificato di battesimo

entro marzo A.D. 2013

Milingo è triste, ci teneva ad essere lui il Papa Nero dei Pitura Freska.

Sì, d’accordo, torno a studiare.

Però voi vi puppate il musical cristiano.

Ditelo, ammettetelo che avete ridacchiato leggendo la pubblicità dei 500 euro in sovrimpressione ad un video dedicato al poverello d’Assisi.

Secondo me è la volta buona che il vicino di casa viene a spaccarmi il pc. O a regalarmi un paio di cuffie.

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cinema, musica, teledipendenza, voyages

Mission: Impossible, ovvero come un giorno (che non è oggi) dimostrerò al mondo che Evita non è una cagata pazzesca

Ho in mente da alcuni giorni di scrivere un post sul film Evita, per dimostrare a tutti i miscredenti che storcono il naso ogni qualvolta io lo nomini che poche storie, è un film davvero figo.

Cioè ha una colonna sonora da paura, un Antonio Banderas da strapparsi gli abiti di dosso che canta con quell’accento spagnolo che non fatemi continuare, una storia interessante ed una Madonna quarantenne che interpreta Evita dall’età di quindici anni (!) in su.

Ok, quest’ultima caratteristica non aiuta la mia tesi.

Purtroppo però sono appena arrivata a casa dopo cinque ore di treno, parte delle quali passate a conversare con due signore livornesi particolarmente loquaci, dunque sono stanca e le mie sinapsi sono ancora più incasinate del solito.

Tipo che mi sto dimenticando una birra nel congelatore, ma crepa se mi alzo a prenderla.

Inoltre, ho appena scoperto che Joe Gilgun ha una parte nella terza stagione di Misfits.

No dico, Joe Gilgun.

(Lo so che non sembra particolarmente bello o affascinante, ma guardatelo in This is England, in This is England ’86 e poi ne riparliamo. So benissimo che la maggior parte di voi non cambierà idea, ma almeno avrete visto un bel film ed un bel telefilm quindi muti e guardate.)

Ne sovviene che dovrò passare le prossime ore a guardare tale serie tivù, soprattutto l’ultima puntata e non scriverò il motivo, altrimenti ci sarà di nuovo qualche genio che capiterà qui cercando termini osceni ed io sono una brava ragazza e bla bla bla [inserire discorso random volto a preservare la mia immagine già postato svariate volte]

Manco a dirlo, l’idea di correggere la relazione su Bona Sforza non mi sfiora affatto.

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cinema, musica, voyages

Dolly’ll never go away again!

La Costa Brava quasi vuota di turisti è un’immagine che mai avrei pensato di poter vedere, eppure.

Cadaqués piovosa e poi abbracciata dal sole,

L’Estartit uguale a come la ricordavo quattro anni fa, e la ricerca delle orme del passato ci ha portato nello stesso bar, ad ordinare lo stesso expresso con leche. L’unica differenza? L’assenza dei posacenere.

Platja d’Aro fatta di luci, negozi che promettevano consistenti sconti e ristoranti “tipici” di qualunque latitudine, a scelta. Una piccola Las Vegas europea, con annesso luna park stabile dove mangiare churros intrisi d’olio e di zucchero.

Girona per la terza volta, ricordi sbiaditi di una passeggiata che è rimasta impressa alla pagina Ultimo Anno di Superiori e pioggia battente.

Poi una chiesa che batteva i quarti d’ora, e che qualcuno mi spieghi come fanno a dormire gli abitanti di quel quartiere. Sogni agitati inframezzati da rintocchi inquietanti.

Il mio amico ritrovato, dopo un anno fatto perlopiù di liti epistolari e di brevi incontri. Più splendido che mai.

Aereo, autobus, casa, sonno. Ed una canzone che è stata, insieme alla bombola del gas difettosa, la vera protagonista di questo breve viaggio.

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