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Pausa caffè 2: la costruzione televisiva di un mostro

Dato che sul Giorno della Memoria mi espressi già alcuni anni orsono, ritento l’esercizio di sintesi iniziato la scorsa settimana: siore e siori, la pausa caffè.caff

Chi segue la pagina Facebook del blog (questa) e ieri sera intorno a mezzanotte stava cazzeggiando online l’avrà già letto, comunque mi ripeto: il 24 Dicembre, dopo circa tre ore di blackout domestico, ho celebrato la nascita del bambiniello in compagnia di Liam Neeson e Ben Kingsley, ossia guardando Schindler’s List.

Va da sé che quando ieri sul sito de Il Fatto Quotidiano ho letto dell’imminente uscita di The Eichmann Show, ho iniziato a saltellare come una capretta, con buona pace del mio povero collega.

Metacinema! Metatelevisione! Erano i termini che saltellavano qua e là nella mia testa.

Metanfetamina? Era la domanda che probabilmente si poneva il mio collega nel medesimo istante.

Insomma, questo è il trailer. C’è Martin Freeman di The Office UK, c’è Anthony LaPaglia, la produzione è BBC 2, l’argomento è interessante, sul sito della rete c’è il making of (grazie al quale sarò improduttiva fino all’ora di pranzo e perderò il lavoro).

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