Beauty, cinema, Considerazioni sparse, diy, Film, Foto, Libri, SunDIY, teledipendenza

Wake me up quando mi passerà la letargia

Saranno le giornate più corte, le temperature più basse, l’aumento di cose da fare e di luoghi in cui andare, o forse l’innata letargia che è forse tipica di chi in autunno c’è nato, sta di fatto che le energie mi hanno abbandonata e anche dopo quelle notti in cui riesco a dormire più di otto ore, sono una larva che si trascina indossando fin d’ora gli stivaletti invernali, neanche abitassi in un anfratto alpino.

A malapena resto sveglia quando dovrei, quasi mi addormento sull’autobus nonostante la guida estremamente sportiva degli autisti, se non esco in pigiama o in ciabatte è un miracolo.

Stamattina ho persino fatto colazione con muesli e acqua, ma a mia discolpa ho reso il pastone un po’ meno disgustoso con farina di cocco e polvere di cacao amaro.

Insomma, a mettere insieme le idee per il post sui libri non ce la faccio. Sarà l’ansia da prestazione che mi coglie quando mi avvicino alla letteratura con fini divulgativi, ma proprio non ce la fo.

Magari diventerà un post di consigli per i regali di Natale, ammesso che qualche amico di chi mi legge ami leggere tomi leggeri e piacevoli come un’emicrania da sinusite.

Intanto trascorro i pochi momenti liberi di veglia bevendo tè anni Novanta come quello alla rosa canina che ho portato dal Kosovo, facendomi tingere i capelli di biondo violino (miseramente sparito dopo un paio di lavaggi), creando improbabili decorazioni autunnali per la casa (ossia barattoli in vetro riempiti di pigne dorate, rose secche e fili di lucine al Led di Tiger) e guardando le serie tv dell’adolescenza, come Buffy e Will & Grace.

Se solo potessi evitare di uscire di casa per andare in ufficio e trascorrere effettivamente le mie giornate in pigiama e ciabatte, allora sì che sarebbe un autunno degno di nota.

14705606_10153983532952475_7691021687317951897_n.jpg

 

 

Annunci
Standard
Film, Viaggi

Buone idee realizzate male (tra Tirana ed Atene)

Dopo mesi di vita quotidiana dedicata al lavoro e a sporadiche visite oltremare, l’idea di un fine settimana in Grecia era molto allettante.

In fondo la Grecia è a due passi, a Maggio le temperature sono buone e la mia unica incursione nelle terre elleniche fu una vacanza di famiglia a Corfù nei primi anni ’90, quindi perché no?

Ecco, questo è un esempio del continuo flusso di potenziali buone idee che ad un certo punto nel processo di attuazione si trasformano in buone idee realizzate male. A volte malissimo.

Per esempio, recarsi ad Atene per un fine settimana è una buona idea, scegliere come mezzo di trasporto un autobus lo è un po’ meno. Soprattutto se il tempo di percorrenza è di circa 14 ore perché guarda un po’, la Grecia è vicina ma è anche grandicella.

Un’altra buona idea in potenza è riempire la memoria esterna dello smartphone di film, ma sceglierli a caso solo perché trattano di argomenti a cui mi sono interessata nell’ultimo periodo è, diciamolo, un’idea del cazzo.

Piazza delle Cinque Lune è un thriller politico fatto di troppe parole e di pochissima azione, di voli sul centro di Siena manco fosse uno spot dell’Ente per il Turismo e di un esilarante riferimento ad Intrigo Internazionale. Esilarante perché in contrasto con la poca azione dell’intero racconto, un inseguimento in aeroplano è un po’ eccessivo.

Però la scelta di questo film è stata appunto una potenziale buona idea, quindi sono pronta ad ammettere che se non l’avessi guardato nel bel mezzo della notte, seduta su un autobus in viaggio tra Grecia e Albania, forse lo avrei apprezzato di più.

Anche se il doppiaggio non ha aiutato: è un film italiano recitato in inglese e poi doppiato, e fa male al cuore sentire la voce affibbiata al povero Donald Sutherland. La voce di Stefania Rocca sembra appartenere alle peggiori soap opere nostrane e l’unico professionista in tal senso è l’immenso Giancarlo Giannini, peccato che pronunci una ventina di battute su due ore di film.

In soldoni, se la mia più recente potenziale buona idea è stata quella di trascorrere 14 ore (più altre 14 al ritorno) su un autobus in compagnia di quel film senza prima leggerne un paio di recensioni, quello degli autori è stata indubbiamente cercare di girare un film di genere su un argomento anche molto interessante – i punti oscuri del rapimento Moro – con i soldi del Monte dei Paschi: quella Siena così luminosa, da cartolina, non crea l’ambiente adatto.

Per compensare la buona idea realizzata male della settimana, ho almeno evitato di entrare in ufficio alle 9 il giorno del rientro: arrivata a Tirana alle 6 del mattino, sarebbe stata un’idea paragonabile a quando tornavo a Torino con il volo Alitalia delle 5:25 e dall’aeroporto andavo in azienda, per poi addormentarmi nell’ufficio del CEO.

atene

Atene è immensa. Dopo quasi due anni a Tirana, colorata e stretta tra i monti, quegli edifici chiari a perdita d’occhio fino al mare sono stati quasi uno shock.

 

 

Standard